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Scuola: Giannini, nuovo pacchetto misure in autunno

scuola riformeArriverà in autunno un nuovo pacchetto di misure per la scuola. Lo ha annunciato ieri (22 luglio 2014) il ministro per l’istruzione, Stefania Giannini a margine della riunione informale dei ministri europei della ricerca.

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Università, il 22% delle matricole sbaglia facoltà

studio faticaRicerca del Cun. Per orientarsi è boom di internet (84%). Ma il 37% ascolta i genitori, preferiti alla scuola (24%). Oltre la metà dei neodiplomati sceglie un corso di laurea, di questi solo il 13% lo frequenta lavorando.

Archiviata la temuta maturità, i neodiplomati affinano la scelta della facoltà universitaria. Ma il 22% delle matricole sbaglierà il corso di laurea a cui iscriversi. E’ quanto emerge dalla ricerca “Progetto Orientamento” condotta dal Consiglio universitario nazionale (Cun) su un cmapione di circa 1.900 neodiplomati 2012 (www.cun.it), facendo luce sule loro scelte e difficoltà. L’8% di chi si è iscritto a una facoltà, infatti, l’ha abbandonata al primo anno, mentre il 14% è ancora iscritto ma ha cambiato corso di laurea o ateneo. Abbandoni che coinvolgono il 24% degli immatricolati che provengono dagli istituti tecnici, il 19% dei diplomati professionali e il 4% dei liceali.

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Spose bambine sono 700 milioni

spose bambineDato stabile anche nel 2050. Una ragazza su 3 ha meno di 15 anni. Mutilazioni genitali femminili in 29 Paesi su 130milioni di donne. I dati dell’Unicef al Girl Summit. Le storie di Sanamoni, Boke e dell’ex excisor Boko Mohammed. Tema al centro del Sinodo sulla famiglia. Sposa bambina a 8 anni e 6 mesi a Asnakarpur, in Bangladesh. Oggi Sanamoni di anni ne ha 14 e il marito 30. E cresce la sua piccola Anika, 2 anni, grazie al sostegno dell’Unicef che le fornisce integratori di micronutrienti da aggiungere al cibo.

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Disabili e Bes. Verso la discussione la legge sull’inclusione scolastica

besA fine mese nuovo incontro al ministero con le federazioni Fish e Fand. Il testo elaborato dalle associazioni. Dall’Osservatorio del Miur richieste per accessibilità informatica e il ripristino dei fondi ministeriali.

Prossimo incontro al ministero dell’istruzione a fine mese. Ma ormai la proposta di legge sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e altri bisogni educativi speciali (Bes) ha imboccato la strada del dibattito parlamentare. A darne notizia i rappresentanti delle federazioni delle associazioni delle persone con disabilità Fish e Fand, che nei giorni scorsi hanno incontrato il ministro dell’istruzione Stefania Giannini proprio per parlare della proposta di legge elaborata negli ultimi due anni dalle associazioni che partecipano all’Osservatorio permanente per l’integrazione degli alunni con disabilità del Miur.

Il testo punta, tra l’altro, a individuare ulteriori misure per garantire la continuità didattica, oggi frenata dal diffuso precariato, creando degli appositi ruoli per i docenti di sostegno, e la presa in carico del progetto inclusivo da parte di tutti i docenti della classe, ad assicurare la formazione iniziale e in servizio degli insegnati sulle didattiche inclusive, a migliorare la qualità inclusiva delle singole classi e delle singole scuole E “a ridurre il contenzioso tra famiglie e amministrazione, sempre più marcato e consistente”, evidenziano Fand e Fish. Inoltre, ribadisce l’obbligo di diminuire il numero di alunni per classe e quello degli studenti con disabilità nella stessa classe.

“Siamo di fronte a un punto di arrivo e al tempo stesso anche a un punto di partenza – commenta Vincenzo Falabella, presidente della Fish –. Se da una parte, infatti, si tratta del risultato di un lavoro intenso e partecipato di ripensamento dell’inclusione e della qualità scolastica, la proposta di legge è anche il punto di partenza per riproporre queste considerazioni al legislatore, cioè alle Camere. Come Fish svolgeremo un monitoraggio del percorso di discussione della norma, tentando di favorirne una rapida e condivisa approvazione”. “Ora il testo – illustrano le due federazioni - ha iniziato il suo percorso per il deposito alla Camera e nelle prossime settimane vi saranno le ultimissime verifiche tecnico-legislative preliminari alla registrazione agli atti della Camera e alla firma. Dopodiché vi saranno i successivi passaggi per l’assegnazione alle Commissioni competenti e la calendarizzazione della discussione”.

Già l’11 giugno, durante il comitato tecnico dell’Osservatorio, presieduto dal sottosegretario all’istruzione Roberto Reggi, si era discusso della proposta di legge. Ma in quell’occasione dalle associazioni erano arrivate anche altre richieste. Come il ripristino dei fondi ministeriali per l’inclusione scolastica, fortemente ridotti sino quasi all’eliminazione negli ultimi anni, incassando a tal proposito incontri a breve col ministero dell’economia. E questioni urgenti come la garanzia di “accessibilità” dei “prodotti informatici” (registri elettronici, portale Miur ecc.), il controllo sull’adeguatezza degli attuali corsi di specializzazione per il sostegno, su cui sono state presentate interrogazioni parlamentari.

Per la prima volta, poi, quest’anno la celebrazione il 3 dicembre della Giornata mondiale delle persone con disabilità si svolgerà d’intesa tra ministero dell’istruzione ed associazioni.

 

Emanuela Micucci

 

 

Titoli studio stranieri? Da privatista è meglio

riconoscersiNorme poco chiare e contradditorie per riconoscere quelli di scuola secondaria di 1° e 2° grado conseguiti nei Paesi d’origine. Un vademecum gratuito della Caritas di Roma, scaricabile anche sul sito dell’Age, aiuta a orientarsi.

La strada più praticabile è quella del “privatista”. Perché il cammino verso il riconoscimento del titolo di studio di scuola secondaria di 1° e 2° grado conseguito nel Paese d’origine per un immigrato è fatto di disposizioni poco chiare e contradditorie. Il consiglio arriva dalla Caritas diocesana di Roma nel vademecum “Riconoscersi”, che aiuta i cittadini immigrati a orientarsi nel mare di norme e procedure amministrative per il riconoscimento del titolo di studio. Realizzata nell’ambito del progetto “Roma Include” co-finanziato dal ministero dell’interno e dal fondo europeo per l’integrazione, la guida spiega che “allo stato attuale non ci sono indicazioni rispetto all’ufficio competente e alle modalità per ottenere l’equipollenza di un titolo di istruzione superiore di 1° e 2° grado”.

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