Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Videoconferenza 7 maggio 2020: le associazioni del FoNAGS incontrano il ministro Azzolina.

Intervento A.Ge. Associazione Italiana Genitori.

“Senza un’azione urgente questa crisi sanitaria rischia di diventare una crisi dei diritti dei minori”.

Il rientro a scuola anche per la fase 2 non è ancora consentito né previsto. Ci saremmo aspettati che già con la ripresa delle normali attività produttive, con tutte le cautele e indicazioni in materia di prevenzione sanitaria, sarebbe stato preso in considerazione, almeno in via sperimentale, il rientro temporaneo per le classi di fine ciclo, incluse primarie e secondarie di primo grado, un rientro intermedio fino al 10 Giugno per le 5 classi elementari, per accompagnare gli alunni in questa delicata fase di transizione. Stessa osservazione per la terza media che avrebbe bisogno di necessarie verifiche e test sullo stato delle conoscenze e competenze dei discenti e di interventi rafforzati e di recupero prima della fase conclusiva di fine ciclo e di passaggio alla prima superiore. La scuola per i ragazzi non è solo apprendimento, piuttosto occasione unica per sperimentare relazioni, riconoscere negli altri le proprie emozioni, scoprire sé stessi. Resta, inoltre, la necessità di assolvere al dettato costituzionale che garantisce a tutti il diritto allo studio (articoli 33 e 34).

Dagli ultimi dati, sarebbero un milione e cinquecentomila gli studenti privi di rete o strumenti tecnologici, quindi impossibilitati nel seguire le lezioni a distanza, questo inalienabile diritto non è stato del tutto garantito dotando le scuole di fondi per l’acquisto degli strumenti necessari alla didattica a distanza. Non è bastato in quanto le scuole con alunni più abbienti si sono dimostrate in grado di dotarsi delle apparecchiature necessarie ai pochi studenti sprovvisti, mentre le scuole di quartieri più periferici o disagiati hanno avuto talmente tante richieste da non riuscire a soddisfarle tutte.

Inoltre, si sottolinea la grave disattenzione alla disabilità: le famiglie sono costrette ogni giorno ad improvvisare assistenza e sostegno. Per questi bambini le attività in classe, accompagnate da altre attività complementari tra cui quella riabilitativa, non rappresentano certamente un passatempo, ma l’unica opportunità per implementare le proprie competenze e ridurre lo svantaggio sociale. Sappiamo bene che la DAD ha rivelato tutti i suoi limiti, benché necessaria per fronteggiare la fase acuta di distanziamento da pandemia, ma come si colmeranno poi quelle disuguaglianze che l’hanno caratterizzata?

E non parliamo solo di device e tecnologie, ma pensiamo alle condizioni di chi non ha una famiglia alle spalle in grado di supportare e seguire il percorso didattico e, ancora, di chi non ha spazi idonei a casa per studiare, di chi ha bisogno del sostegno e non lo sta ricevendo da mesi, delle bambine e dei bambini per i quali la dimensione della socialità è ancora più determinante della didattica. Vorremmo scongiurare l’ipotesi che non riaprire agli studenti e agli insegnanti il loro spazio vitale possa nascere da una visione distorta, che riduce la scuola nella società moderna post-industriale, in quanto non produttiva, ad un bene non essenziale, quasi accessorio.

Tantissime sono le perplessità: alcune attività produttive, affiancate anche a quelle Sanitarie, non si sono mai fermate; c’è da chiedersi come si possa ragionevolmente sostenere che il contagio viaggi con gli alunni piuttosto che con i genitori a lavoro.

Siamo consapevoli che il rientro a settembre non ci potrà restituire quella normalità che tutti vorremmo auspicare, ma siamo anche realisti che in pochi mesi non ci potrà essere restituita una scuola diversa. A meno che non ci sarà la reale capacità e volontà di rafforzare gli organici, in quanto tante saranno le necessità da fronteggiare, tra cui quella della sanificazione continua ed eccezionale degli spazi. Nessuna scuola dovrà essere priva del suo Dirigente, del suo Direttore dei servizi generali, dei suoi assistenti tecnici e amministrativi e dei suoi collaboratori scolastici. Dal primo giorno di lezione ogni bambino e ogni ragazzo torni nella sua Scuola e incontri i suoi insegnanti. La modulazione del rientro dovrà basarsi su un protocollo di sicurezza molto preciso perché è la garanzia di tutti i passi successivi. Sicurezza per gli studenti e per i lavoratori che molto spesso hanno età avanzate. Il rientro dovrà essere calibrato in relazione agli spazi necessari per realizzare il distanziamento con una priorità assoluta per le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria che più hanno bisogno della didattica in presenza e che più hanno sofferto questo periodo difficilissimo. Verificare ed accertarsi, in collaborazione con gli enti locali e territoriali, cosa è praticabile o non praticabile e questo è realizzabile solo con confronti con tutte le parti, forze sociali, autorità preposte e non per ultime le famiglie che dovranno essere assolutamente coinvolte nella ripresa.

Il problema annoso e mai risolto di una edilizia finalmente pensata per la sicurezza e per i bisogni di apprendimento degli studenti. Classi con meno studenti da definire in relazione ai diversi parametri che caratterizzano le nostre scuole, laboratori, mense, infrastrutture adatte per più tempo scuola per tutti!

Riportare la centralità dell’Autonomia scolastica come vera risorsa e non facendola diventare eminentemente amministrativa e burocratizzata, soffocata da adempimenti troppo pressanti e poco snelli. Tenendo ben presente che il distanziamento prolungato dalla scuola discrimina e rimarca le differenze sociali, perché rende più forti i privilegiati e infinitamente più deboli gli ultimi, ci rende tutti meno uguali e meno liberi. Perché, come ci ha insegnato Don Milani, è proprio l’istruzione che rende liberi.

Roma, 07/05/2020

La Presidente Rosaria D’Anna




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