Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Stato di emergenza, fiducia reciproca. L’Age invita al dialogo aperto

È in questi momenti che un paese dimostra quanto sia coeso e quanto tenga veramente in considerazione il bene comune, ma anche quanto nei suoi cittadini alberghi un sentimento di comunità. E quanto essi sappiano amare questa comunità.

Di fronte ad uno scenario che la maggiorparte di noi non ha mai visto prima con i propri occhi e che lascia spiazzati per la sua imprevedibilità, mostrandosi sempre più quale fenomeno inconsueto, da osservare lucidamente più che da commentare continuamente, è doveroso stringersi tutti attorno ad una autorità autorevole.

 Oggi più che mai abbiamo bisogno di un governo che sappia e sappia fare, senza pretendere certo da esso un’infallibilità che non è mai richiesta neppure a chi ha scelto di gravarsi del peso di guidare una Nazione, ma chiedendo senso di responsabilità per operare scelte politiche con scienza e coscienza. 

Tutto questo per dire quanto innanzi tutto riteniamo doveroso imparare anche a “rispettare  le regole”, attitudine che sa essere un valore, ma di quelli a cui nessuno più educa presi come siamo dalla comune ambiguità di intenderla come una sottomissione acritica.

 È invece proprio sul perno dell’obbedienza, così come del suo contrario, che ruotano le scelte più importanti della vita di un individuo, che decidono il suo vissuto e quindi la sua felicità e l’esercizio autentico della sua libertà: vale a dire se sarà in grado di volta in volta di riconoscere con lucido giudizio e serenità di cuore quando sia il caso di obbedire e quando di disobbedire. Dunque, riconoscere che questi siano i giorni in cui obbedire è esercizio di sana libertà.

Ci troviamo o no di fronte ad una situazione di emergenza? Abbiamo mai vissuto personalmente qualcosa di paragonabile a questo? Siamo poi tutti competenti epidemiologi? Se no, possiamo diventarlo nel giro di una settimana passata a leggere le informazioni più diverse sul virus che girano su internet? Abbiamo veramente il quadro completo della situazione? L’ansia di sapere e la comunicazione moltiplicata sono realmente condizioni per un apprendimento autentico ed efficace?

Innanzi tutto i genitori, riconoscendosi quali primi educatori dei propri figli, sappiano essere guide rassicuranti che si rimettono di primo impulso alle disposizioni ufficiali, senza incorrere in quella frenesia di chiedere e di mormorare che sta invadendo i social e tempestando da giorni con le esternazioni più diversificate le caselle di posta elettronica del MIUR.

Accanto a questo, ci sentiamo però di segnalare alcune difficoltà che devono emergere, nel tentativo di correggere per quanto possibile il tiro su alcune questioni, e anche di fare chiarezza.

È indubbio che la stragrande maggioranza delle famiglie sta vivendo un reale disagio a causa della sospensione dell’attività didattica su tutto il territorio nazionale, nonché di una comunicazione intempestiva della stessa, che è evidentemente stata mal gestita vista la serie di dichiarazioni, smentite e riconferme che ha tenuto in sospeso soprattutto i genitori di figli piccoli.

 Il problema reale infatti lo causa l’interruzione del servizio di asili, scuole dell’infanzia, scuole primarie e parzialmente delle scuole medie che di fatto ha lasciato a casa bambini che non possono restare soli, destabilizzando così i loro genitori.

A questo si aggiunga, come dicevamo, una scelta comunicativa che, proprio per evitare il rischio di divulgazione di notizie parziali o false, avrebbe dovuto essere più franca e lineare, fornendo di volta in volta il polso della situazione con comunicati ufficiali cadenzati. È difficile accettare che una decisione così di “impatto” paventata fin dalla mattina,venga ufficializzata solo a sera e sia dispositiva già per il mattino successivo.

Quello che almeno si percepisce in questo atteggiamento comunicativo è una certa diffidenza nei confronti degli interlocutori che, proprio in tempi in cui le fughe di notizie avvengono, avrebbero avuto diritto ad una maggiore considerazione e a un maggior coinvolgimento. Considerazione e coinvolgimento che non ci sono stati neanche nei confronti dei Rappresentanti del Fonags, le Associazioni dei genitori della Scuola, di cui Age fa parte  che proprio mercoledì nel primo pomeriggio si trovavano riuniti al Miur per un incontro da tempo calendarizzato con la ministra Azzolina, la quale, giustamente assente perché intenta a fronteggiare il momento, aveva mandato i suoi delegati. Ecco, a nostro avviso  una circostanza preziosa e un occasione mancata  per dire qualcosa di più alle famiglie attraverso i canali dei loro Rappresentanti, per accogliere domande, rilievi, richieste di aiuto, e dall’altra parte, per essere coadiuvati a spiegare ai Genitori la difficoltà del momento. E invece, tutti fin troppo “abbottonati” per un incontro che si è risolto in una mera formalità.

Noi dell’Age, ad esempio, avremmo voluto chiedere di rendere immediato il “bonus Baby sitter”, o comunque lo si voglia chiamare, da più parti ventilato ma che dovrebbe già essere una soluzione concreta e facile da mettere in atto. Perché, anche riguardo a questo è fondamentale la tempestività, se non dell’erogazione del bonus in sé, quanto meno della comunicazione che esso verrà previsto con certezza. Questo contribuirebbe molto a rasserenare gli animi. Così come i permessi retribuiti appositamente pensati per l’emergenza, di cui possa godere uno dei Genitori alternativamente, è importante garantirlo al più presto. Pensiamo anche alle rette degli asili convenzionati che, vista l’interruzione del servizio, dovrebbero essere ricalcolate.

Altro tema è quello della didattica digitale. Si sta rivelando sempre più una“,corsa ad ostacoli” che non tiene in debito conto del parere di docenti e Genitori riguardo alla sua fattibilità. Fatte salve alcune Scuole che saranno pure virtuose e virtuosissime, quel che è certo è che nessuna proposta didattica si improvvisa, ma va sempre ben programmata, prima, e poi offerta in un assetto relazionale. Dunque non può essere una reale alternativa in una situazione emergenziale. Fino a che punto poi si può imporre, tanto a uno studente quanto a un docente, di servirsi di dispositivi non sempre disponibili ed efficaci per tutti? Una didattica del genere è lasciata troppo alla buona volontà dei singoli e a realtà circostanziali che sono sempre molto diversificate e che quindi non possono garantire il diritto allo studio per tutti.  Le verifiche, che sono parte integrante del dialogo educativo, non sono pensabili se non in presenza,per salvaguardarne la attendibilità. Altra cosa è parlare di contenuti trasmessi in formato digitale o anche attraverso i media, che non sono peraltro mai mancati nella scuola di questa generazione e che certo non mancheranno, ma che non basta semplicemente mettere a disposizione perché si assolva al compito didattico. Visto che l’allievo è solo ad attingere o meno a quei contenuti, senza la funzionale prossimità dell’insegnante.

Esiste già come strumento collaudato il registro elettronico, che è alla portata di tutti e che tutti i genitori da tempo consultano abitualmente. Dunque si può considerare  di promuoverne il potenziamento perché i docenti continuino ad orientare il lavoro a casa degli studenti. Ma senza incorrere nella ingenua considerazione che il digitale sia la panacea per tutti i mali, piuttosto anche solo assegnare una sana lettura sarebbe un modo più appropriato ed efficace per attraversare questo momento continuando ad imparare. Non si può pensare di sostituire la lezione in classe. Piuttosto si può prendere a modello il periodo estivo e assegnare qualcosa sul tipo dei compiti per le vacanze. E certamente solo per tamponare ma non risolvere il problema della sospensione didattica.

C’è da dire, però, che lo svolgimento del programma curriculare in questo periodo dell’anno avrebbe comunque subito un’interruzione di una settimana circa per i viaggi di istruzione, gemellaggi e quant’altro. Al momento ogni viaggio è stato rimandato a data da destinarsi, ci chiediamo se non sia il caso invece di annullarli del tutto, prevedendo eventualmente un rimborso per le quote già anticipate, per recuperare giorni di lezione in classe. Evitando anche di fare partire gli studenti a maggio, a ridosso della chiusura dell’anno scolastico e degli esami di Stato.

Concludiamo esprimendo due speranze cui pure questa situazione di emergenza ci induce. Una è quella che i prossimi giorni possano costituire per più di un genitore, fatta la rara alle difficoltà menzionate, un’occasione imprevista e imprevedibile per passare del tempo in più con i propri figli; l’altra, poiché un bene lo si rivaluta quando ne si è privati,è che si torni ad apprezzare la scuola, quella che si fa sui banchi,guardando faccia a faccia i propri compagni e i propri insegnanti,riconoscendola quale sempre è: un privilegio che non va sprecato.

Davide Vespier

Responsabile Ufficio Scuola AGe




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