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Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Safer Internet Day 2021

Il tema dell’educazione mediale è spesso al centro degli incontri che le associazioni AGe locali organizzano presso le proprie sedi.

A maggior ragione nel giorno del CYBER INTERNET DAY, ci teniamo a sottolineare l’importanza della formazione di genitori e docenti affinché siano essi educatori presenti per dare ai più giovani gli strumenti necessari per potersi muovere in sicurezza nel mondo del WEB.

Soprattutto il tema del cyberbullismo ci deve trovare preparati ad affrontare con i nostri figli l’argomento.

Nel corso dei nostri incontri ci rendiamo conto di come frequentemente genitori e docenti ignorano le responsabilità collegate al proprio ruolo, non solo quelle di natura educativa ma anche giuridica. Infatti esiste una responsabilità penale: dei genitori per i reati commessi dal figlio minore di 14 anni e, per i docenti, nella loro veste di pubblico ufficiale. Ad esempio non tutti sanno che attivare un profilo social sostituendosi falsamente ad un’altra persona è un reato. Se di questo si accorge un docente, esso ha l’obbligo di riferire all’autorità giudiziaria attraverso il dirigente scolastico, o in sua mancanza o inerzia, direttamente.

E’ importante, soprattutto nei reati compresi nel Cyberbullismo, intervenire celermente per evitare ulteriori danni alle vittime, tenuto conto della velocità attraverso la quale si diffonde l’episodio e all’elevato numero di utenti che ne vengono a conoscenza. Quindi il genitore dovrà contattare la polizia postale e il docente dovrà informare il dirigente scolastico al fine di intraprendere le misure necessarie ad evitare ulteriori conseguenze, di permettere un intervento sui gestori Web e identificare gli autori. Purtroppo si assiste invece a comportamenti diversi, dovuti in parte alla sottovalutazione del fenomeno e alla convinzione di poter risolvere da soli la questione. Si aggiunge poi che i dirigenti scolastici, a volte tentano di non fare uscire la notizia fuori dalle mura della scuola, per salvaguardare l’immagine della stessa.

Non resta che introdurre nella scuola una continua attività educativa civica e digitale che parta da un patto tra docenti, genitori, studenti ed istituzioni, che regoli e consapevolizzi le condotte e i comportamenti di ognuno nel rispetto dei ruoli. Il genitore e l’insegnante, entrambi educatori, devono conoscere le abitudini dei ragazzi e gli strumenti che usano, per poter avvertire i segnali che una vittima di solito manifesta e poter così intervenire prima possibile.

Non dimentichiamo che i ragazzi di oggi saranno la nuova classe dirigente di questo Paese, cresciamoli informati e al riparo da queste insidie che altrimenti segnerebbero il loro presente e il loro futuro perché, ricordiamoci, che il web non dimentica mai, tutto quanto pubblichiamo oggi potrebbe essere trovato un domani.

Per AGe, Raffaele Daniele, presidente RED (rete educazione digitale).




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