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Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

La cassettina degli attrezzi antistress da Covid-19.

05.04.2020 per #AGEvoliamo i consigli della Dott.ssa Consuelo Fortuna, psicologo clinico e psicoterapeuta, terapeuta familiare, nonché libero professionista presso l’Associazione “Praxis” di Macerata.

Dal mio 27esimo giorno di quarantena, la Primavera è fuori dalle nostre finestre di casa e spero con articolo di portare un po’ di “Primavera” DENTRO le vostre case al fine di allietarvi nel gestire nel mio miglior modo possibile le vostre emozioni di questi giorni.

In questi giorni di transizione sto mentalmente e simbolicamente provvedendo a strutturare una CASSETTINA DEGLI ATTREZZI, un pronto intervento antistress e antipanico per cercare di affrontare insieme alle persone che conosco, a chi seguo, insieme alle famiglie, insieme a chi mi chiede aiuto questo momento drammatico che stiamo condividendo tutti.

Purtroppo ci troviamo a vivere una condizione di enorme emergenza con uno scenario completamente diverso rispetto alle nostre conoscenze e da quanto abbiamo registrato nella nostra memoria implicita… solitamene nelle emergenze (ricordiamoci gli eventi sismici del 2016) viene chiesto alla comunità di unirsi, viverla stando insieme per farsi forza attraverso il bisogno di appartenenza che ci aiuta a sostenerci reciprocamente. Oggi, in questa circostanza causata dal Covid-19 diversamente l’indicazione fondamentale è quella dell’isolamento. E questa è una forma di sollecitazione che la nostra comunità non conosce, non ha nella sua memoria storica, forse è tra i nostri ricordi raccontati dai nostri nonni che hanno vissuto la guerra, ma di certo non è tra le nostre esperienze emotive vissute direttamente. Dobbiamo cercare di pensare che il Virus ci obbliga a tenerci distanti fisicamente ma che non riuscirà mai a dividerci nelle nostre relazioni emotive e nei nostri affetti più significativi.

Anzi sono proprio in queste dimensioni che dobbiamo trovare la forza motrice per superare tutto questo.

Ed arriviamo quindi alla cassettina degli attrezzi… Quello che bisogna fare è essenzialmente:

  • Riscoprire il concetto del tempo come più esteso e più ampio, tanto che nella mia cassettina degli attrezzi mentale ho inserito una tartaruga ed una lumaca, quali simboli per imparare a perder tempo ascoltandosi, prendendosi cura di sé, trovando beneficio ad esempio nelle noia, quella noia che tanto evitiamo, oggi possiamo imparare ad apprezzarla.

Come?

Parlando insieme ai propri cari di sé, di quello che si prova senza imbarazzo e vergogna; scoprendo e apprezzando le piccole cose che spesso diamo per scontato.

Prendendosi degli spazi e dei tempi per sé pur stando dentro lo stesso contesto.

Apprezzandosi nelle differenze e rispettandosi per questo.

Si può perder tempo per giocare, ridere, rilassandosi sul divano. Tutto questo aiuta alla convivenza, ci educa a sentirci sempre di più dentro una relazione affettiva.

  • Riscoprire quelle attività che si lasciano indietro perché siamo troppo presi dai nostri ritmi frenetici. Per cui nella mia cassettina degli attrezzi ho inserito una cucina, dei libri, le piante, dei semi da piantare, serie tv, documentari, amici lontani che solitamente non ho tempo di sentire.

La dilatazione del tempo ci può aiutare ad apprendere uno stile di vita in questo momento funzionale all’adattamento e comunque evolutivo, di crescita. Ritengo appunto che le dimensioni esperenziali per ottenere questa crescita siano: la lettura, lo studio, il lavoro manuale, il gioco… e la scrittura… provate a scrivere come vi sentite e cosa ascoltate di voi. Tenere un diario delle emozioni in questi giorni può esser funzionale a rendere ancora più consapevole il vostro dialogo interno di pensieri ed emozioni connesse.

Tutto questo può anche garantirci la possibilità di orientare al meglio i nostri pensieri, emozioni e comportamenti sia personali che di gruppo.

  • Riscoprire il valore dell’appartenenza della famiglia, per cui nella cassettina ho inserito un albero di Melo, con le radici, un tronco forte, rami verdi e con dei bei frutti rossi.

In tempi di Covid-19 e #iorestoacasa le coppie, i genitori – figli, i nonni – genitori – figli, hanno più tempo per stare insieme. Per alcuni sembra esser un’occasione irripetibile. Per la maggior parte la convivenza forzata con partner e figli, e l’assenza di spazi personali, sta mettono a dura prova la resistenza, portando alla luce aspetti critici che in tempi normali sono più facilmente gestibili. Ecco come resistere e approfittare ora per fare una riflessione generale e vivere questa catastrofe come un’opportunità: nella coppia dedicatevi del tempo ma anche degli spazi individuali accettati reciprocamente; prendetevi cura di voi e fatevi belli anche se restate a casa, questo aiuta a generare uno stato di benessere personale che può esser di aiuto nel sentirsi adeguati nelle relazioni in questo momento; confidatevi di più e dialogate di meno, quindi non parlate solo per mero racconto ma parlate con fiducia di esser ascoltati dall’altro e condividendo con l’altro anche le parti di sé più intime; stimatevi e comprendetevi; create dei momenti in famiglia che siano di “festa”: andate al cinema in salotto, create dei momenti in ristorante nella vostra sala da pranzo, create dei momenti nei quali andate dall’estetista o parrucchiere nel vostro bagno e fatevi fare i capelli o la barba dall’altro, fate il bagnetto o i capelli ai vostri figli facendo festa; litigate ma in modo costruttivo; pianificate una routine per i bambini che sia il perfetto equilibrio tra le vostre risorse e le esigenze degli stessi, non chiedetevi troppo ma certate di diluire il tutto in tempo prolungato e lento

Ma perché tutto questo? Cosa di nasconde dietro al Covid-19?

Una delle emozioni dell’individuo più potenti e profonde: LA PAURA

Ecco perché nella mia cassettina degli attrezzi ho messo anche una STELLINA

Perché una stellina?

Perché simbolicamente la stella può rappresentare la paura che se proporzionata ai pericoli può diventare quella luce che ci illumina nei nostri momenti bui. Si la paura è un’emozione che ci aiuta a segnalarci i pericoli e quindi a svolgere la funzione di attivarci delle strategie adattative di evitamento.

Ricordate bene, questo quando la paura è proporzionata al pericolo oggettivo.

Ecco perché in questo momento è assolutamente naturale provare e sperimentare stati di paura.

Ecco perché possiamo aggiungere ai diversi motivi per cui ci viene chiesto di stare a casa anche questo: ovvero stare a casa è significativo anche per rendere adattativa la paura e farle svolgere la funzione difensiva dell’evitamento del pericolo. Questa è la più sana gestione delle nostre paure.

Assecondare l’evitamento

Ora per non permettere alla paura di esser sproporzionata rispetto al pericolo reale e che di conseguenza ci attiva stati d’ansia, di irriquietezza, nervosismo o somatizzazioni vi indico di seguito qualche piccolo consiglio:

  • Basarsi sui fatti, sui dati di realtà, non incrementare fantasie, immagini di paura non realmente accadute nel vostro spazio circoscritto;
  • Se provate ansia, fermatevi e respirate. FERMATEVI!

Il far qualcosa pur di far calare l’ansia non aiuta. Perdete tempo, fermatevi e aspettate che passa l’impulso. Vedrete che dopo pochi minuti tutto sarà passato.

  • Usate la capacità di sapere giudicare la realtà in senso critico. Se seguite alla lettera le regole ministeriali il rischio che possa accadervi qualcosa si abbassata tantissimo. Il contagio collettivo non si verifica restando a casa!
  • Evitate la ricerca ossessiva di informazioni e basatevi solo sulle informazioni affidabili del ministero della salute e dell’istituto superiore della sanità. Dedicate un paio di momenti al giorno ad ascoltare le informazioni non di più. Rimanere sempre connessi alle informazioni vi fa stare sempre in stato di attivazione emotivo!
  • Non vergognatevi di parlare di come state, liberate le vostre emozioni, non tenetele dentro, verbalizzate i vostri stati emotivi con chi vi fidate. Non abbiate paura di chiedere aiuto. Chiedere aiuto non è un atto di debolezza ma di grande senso umano.

Viviamo questa pausa come un’opportunità per ascoltare i nostri desideri, le nostre passioni, per sentire e dar voce alle nostre sensazioni, per apprendere la capacità di riflettere su noi stessi.

Ricordatevi che ci hanno dato l’opportunità di fermarci per proteggere noi stessi e tra di noi… per cui aiutiamoci ad aiutarci

STATE A CASA

UN ABBRACCIO A TUTTI




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