full screen background image
Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

In Europa genitori di supporto grazie alle scuole aperte

 

Epa-Presidente-SalamonConferenza internazionale dell’Epa, di cui l’Age è membro, venerdì e sabato a Praga. Greco: “Sostenere i genitori primari educatori dei figli”. Salamon: Centrale l’alleanza scuola-famiglia, ma ancora sporadica. Le buone pratiche europee

 

Sostenere i genitori per aiutarli a diventare dei primari migliori educatori”. Sabina Greco, responsabilità dell’Ufficio mondialità dell’Age spiega il tema della conferenza internazionale promossa venerdì e sabato (24-25 aprile) a Praga dall’Epa (European parents association) di cui l’Age è membro.  Un argomento centrale nell’Epa che lo rilancia e l’approfondisce nel suo 30° anniversario quasi a sottolinearlo come filo rosso della storia passata, presente e futura dell’associazione europea dei genitori. “Genitori di supporto per diventare i migliori educatori primari” come recita il titolo dell’incontro, durante il quale saranno presentate una serie di buone pratiche dei Paesi europei. Dai centri maternità della Repubblica Ceca ai centri comunitari della Lettonia fino ai partenariati scuola-famiglia danesi e al progetto spagnolo Xarxa Clau che si vorrebbe rendere europeo.

“La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo – spiega la presidente dell’Epa Eszter Salamon -, il documento sui diritti umani più condiviso al mondo, afferma che i genitori hanno l’esclusiva responsabilità, diritti e doveri fondamentali di fornire indicazioni e linee guida ai  loro figli (articolo 5). Si tratta di un compito impegnativo e nella maggior parte dei casi i genitori sono chiamati a farsi carico di questa responsabilità già dal momento in cui danno alla luce o generano un bambino. Purtroppo la maggior parte dei genitori non hanno mai sufficiente aiuto e supporto per diventare concretamente dei genitori efficaci e consapevoli, anche se l’articolo 18 della Convenzione obbliga gli Stati a dare loro tutto il sostegno necessario. Il supporto deve, però, prevedere due aspetti fondamentali: essere di sostanza e con strumenti idonei per coinvolgere il maggior numero di genitori possibile e in modo continuo e ripetitivo”.

“Il periodo della genitorialità – sottolinea Salamon – è il momento per eccellenza il più ideale per imparare un gran numero di nuove competenze su come educare bene i propri figli, con un valore aggiunto (in modo particolare per i genitori meno abbienti): tali nuove competenze possono aumentare le proprie risorse, incrementando l’occupazione”. Centrale è l’alleanza tra scuola e famiglia. Infatti, “è ormai un dato di fatto che il  coinvolgimento dei genitori a scuola, se gestito con cura e in modo professionale, può portare delle sostanziali migliorie alla scuola, alle famiglie, all’educazione degli studenti e di conseguenza a tutto il territorio presente e futuro. Per raggiungere tale obiettivo è però necessario incrementare la conoscenza e l’accoglienza di persone con varie diversità, imparare a cooperare e costruire così una fattiva cooperazione”.

In particolare, l’Epa abbraccia le opinioni esperti e di molte Ong sulle cosiddette “Scuole Aperte”, un argomento oggetto in questi giorni in Italia della discussione in Parlamento sul disegno di legge La Buona Scuola che punta proprio ad aprire gli istituti scolastici al territorio coinvolgendo anche i genitori. Secondo questi esperti e organizzazioni non governative, illustra Salamon, “è necessario che le scuole si aprano ad un  cambiamento, per diventare spazi di apprendimento di tutta la comunità, aperte 365 giorni,  dalle 6 alle 22,  per accogliere tutto il territorio e pensare ad un apprendimento comunitario. In questo mondo in rapida evoluzione  l’ apertura all’apprendimento si rivela sempre più fondamentale per ottenere il benessere di bambini e adulti”. “Inoltre la scuola aperta conduce necessariamente ad una società tollerante e aperta”.

Non mancano, tuttavia, criticità e ostacoli alla partecipazione delle famiglie alla vita della scuola. “Nei nostri giorni – osserva Salamon – non è si è ancora sviluppata la tanto auspicata comunicazione o partnership educativa tra scuola e famiglia, se non per interventi sporadici o personali. La partecipazione dei genitori è scarsa, e a volte irrilevante. La mancanza di tempo è spesso un deterrente cruciale visto che la più parte dei genitori lavora e gli eventi o riunioni organizzate dalle scuole sono sovente in sovrapposizione con gli orari lavorativi”.  “Vi è inoltre un aspetto culturale – prosegue -, per il quale la maggior parte dei genitori  replicano automaticamente, senza consapevolezza, il modello che i propri genitori  adottavano nei confronti della scuola del passato, quando nessuno osava pensare ad un reale coinvolgimento o considerazione dei genitori come ‘pari educatori’”.

“Più complesso – conclude la presidente dell’Epa – il coinvolgimento delle famiglie con uno status socio-economico basso o famiglie con bambini portatori di bisogni speciali (BES), “per le quali è necessario stabilire ancora più precocemente quella collaborazione o patto di corresponsabilità fra scuola e famiglia, accordo che EPA sta cercando di diffondere da anni, in tutta Europa”.

 




Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi