Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

#AGEvoliamo un sondaggio AGEMarche alle famiglie sulla DaD.

In questo periodo di emergenza pandemica dovuta al Covid-19, l’AGe Marche ha ritenuto opportuno chiedere alle famiglie informazioni necessarie a comprendere le difficoltà in merito alla Didattica a Distanza (DaD). Questo per dare soprattutto un nostro supporto all’operato di AGe nazionale con dati certi nei suoi contatti ai tavoli istituzionali competenti, ma anche per concordare un’azione locale mirata a supporto delle famiglie con il nostro Ufficio Scolastico Regionale. 

Nello specifico è stato realizzato un sondaggio di undici domande a carattere informativo, tecnologico e relazionale, veicolato tramite conoscenze dirette dei soci delle sedi AGe locali  e da una massiccia campagna di advertising, a mezzo Facebook, limitata alla regione Marche che ha permesso di raggiungere 7800 utenti.

Come possiamo vedere dal grafico il 60% degli intervistati ha due figli, il 27% soltanto uno, il 10% ha tre figli, il 3% ha più di tre figli, quindi possiamo pensare che in una famiglia con più di un figlio una tra le difficoltà riscontrate sia proprio quella di conciliare la DaD tra di loro. Immaginiamo se anche un genitore o entrambi stavano lavorando in smart working. Considerato il target di età richiesto nell’advertising, la maggior parte delle risposte al questionario ci viene da genitori con figli che frequentano la scuola primaria (52%).

domande 1 – 2

Gli intervistati avevano già in gran parte in casa gli strumenti per effettuare la DaD (89%), consideriamo comunque che la maggioranza delle risposte ci viene da genitori contattati tramite socialnetwork, quindi con adulti che già hanno una propensione all’uso di mezzi mediali. Un dato confortante ci viene dal 55% dei casi in cui si sono svolte regolari lezioni online e solo il 17% degli studenti hanno eseguito esclusivamente compiti.

risposte 3 – 4

Notiamo come un 11% segnala che non sono state effettuate lezioni a casa, mentre per un 52% le lezioni si sono tenute per tutte le materie. Per quanto riguarda il fatto che DaD sia una valida alternativa alla didattica tradizionale, le famiglie intervistate ci dicono di il 36% (molto o abbastanza), mentre no per un 64% (poco o niente).

domande 5 – 6

Mentre per gli alunni, i genitori ci dicono che il 38% di loro sono molto o abbastanza soddisfatti della DaD come metodo alternativo alla scuola tradizionale, mentre poco o nulla soddisfatti il 62%. Per quanto riguarda l’organizzazione della DaD (orari, uso di piattaforme …) le istruzioni di carattere organizzativo sono state molto chiare per il 30% delle famiglie, 41% abbastanza chiare e il 18% poco chiare.

domande 7 – 8

Il 60% delle lezioni in DaD si sono svolte con interventi vari: spiegazioni, esercizi, interventi in videoconferenza, mentre per il 40% la DaD ha sfruttato un unico canale di comunicazione. Nell’80% dei casi sono stati rispettati gli orari di lezione concordati.

domande 9 – 10

Nel 76% dei casi i docenti sono stati disponibili (molto o abbastanza) a successivi chiarimenti sulle lezioni.

Abbiamo dato la possibilità ai genitori di approfondire l’argomento con delle risposte aperte. Di queste ce ne sono giunte 296 che abbiamo riassunto così:

In questi mesi di DaD i genitori si sono arrangiati in vari modi: si sono reinventati come maestri ripassando le lezioni o cercando online integrazioni, esercizi, spiegazioni e nuovi libri per arricchire lo studio. Difficoltà sono state segnalate anche quando ad essere in videoconferenza erano classi molto numerose. In rari casi i docenti, se contattati, si sono fatti negare per spiegazioni successive. Comunque la supervisione dei genitori per la DaD è sempre necessaria in caso di minori, per questo molti genitori che non hanno mai smesso di lavorare o chi ha ricominciato o ricomincerà presto, segnalano difficoltà in tal senso.

Alcune famiglie hanno dovuto acquistare i device per seguire le lezioni. Chi ha figli in più scuole sottolinea il fatto negativo dell’uso di piattaforme diverse, spesso anche tra insegnanti.

Molte segnalazioni da parte di famiglie con figli che hanno difficoltà di apprendimento o con handicap. Per loro le difficoltà sono state ancora di più perché i loro figli hanno maggior bisogno, oltre che di essere seguiti costantemente durante la lezione e per i compiti, anche di rapporti umani.

Diverse le testimonianze di alunni che sono riusciti a gestire autonomamente le lezioni e di genitori che hanno apprezzato il metodo come valido sostituto della didattica “ordinaria”, ma sono una esigua minoranza e quasi tutti appartengono ad alunni frequentanti la secondaria di secondo grado o a genitori-docenti.

La maggior parte dei commenti sottolinea il fatto che la DaD è uno strumento valido per tamponare nel breve periodo l’emergenza ma non può essere usato per sempre anche in quanto aumenta le distanze sociali tra alunni svantaggiati e coloro che hanno un buon supporto a casa (sia da parte delle famiglie sia della tecnologia) .

Anche se alcuni di loro hanno evidenziato carenze nella padronanza di device necessari per lo svolgimento della DaD, encomiabili sono i docenti che hanno diversificato molto le metodologie usate (sia tradizionali, sia innovative) e sono stati disponibili con alunni e genitori, sempre in contatto anche attraverso le chat.

AGe Marche




Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi