Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

A.Ge. in audizione alla VII commissione del Senato.

A.Ge. in audizione alla VII commissione del Senato sul Disegno di Legge n.1774 (dl n.22/2020 conclusione e avvio anno scolastico e svolgimento esami di Stato).

Alla c.a. VII Commissione del Senato

Onorevoli Senatori,

ringraziamo per l’opportunità offertaci di portare il contributo delle famiglie in questo momento di emergenza. In merito al ddl 1774, esso costituisce sostanzialmente il presupposto di una disciplina che sarà poi contenuta in successive ordinanze, da emanarsi anche in base a come potranno concretamente realizzarsi gli adempimenti per la conclusione e l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico e lo svolgimento degli esami di stato.

L’art. 1 attiene in particolare alla disapplicazione della normativa attualmente vigente in materia di valutazione a causa della situazione eccezionale determinata dall’emergenza covid-19, ma poche indicazioni vengono fornite su quanto poi verrà disposto con futura ordinanza. Appare incentrato soprattutto ad introdurre norme derogatorie per evitare contenziosi e quindi più sulla tutela degli adulti che a garantire i diritti degli studenti. L’infanzia e la primaria restano prive di sostanziali spunti.

Ci preoccupa il riferimento generico nella valutazione “all’impegno dimostrato” dagli alunni (art. 1 comma 3 lettera a) laddove questo riguardi in particolare la didattica a distanza. A tal proposito rileviamo che l’art. 1 pare partire dal presupposto che la DaD si sia svolta in maniera positiva, uniforme ed efficace nei confronti di tutti gli studenti nell’intero territorio nazionale, il che oggettivamente e comprensivamente non è stato, sia per le diverse scelte didattiche adottate, sia per la maggiore o minore disponibilità delle opportune connessioni di rete e dei supporti digitali.

Sebbene si comprenda l’ineluttabilità dello strumento, di fatto esso non ha garantito a tutti gli studenti in maniera omogenea il diritto allo studio e le risposte degli alunni risentono della personalità individuale, del vissuto (si pensi anche ad eventuali lutti subiti) e delle condizioni geografico-socioeconomiche.

Senza dilungarsi ad elencare le molteplici criticità esse non possono essere sottovalutate né sottaciute.

Riteniamo, pertanto, che sia opportuno precisare che la valutazione finale, specie dei ragazzi al termine del loro percorso di studi, dovrà avvenire considerando preliminarmente il rendimento conseguito nel periodo di frequenza e risultante dal curriculum dello studente, mentre dovrà essere assegnato un peso diverso al periodo di didattica a distanza, che potrà essere eventualmente considerato come elemento rafforzante o mitigante il giudizio.

Ciò anche non da ultimo per evitare ricorsi dispendiosi. Particolari disposizioni vanno previste a maggior ragione per gli alunni in ospedale, bes e con disabilità che maggiormente sono stati pregiudicati dall’emergenza.

Quanto all’art. 2 di fatto si evidenzia ancora la scarsa chiarezza delle modalità di avvio del prossimo anno, in primis per quanto attiene il numero di alunni per classe ed i criteri di formazione delle classi prime.

In realtà gli aspetti da considerare sono molteplici, ad esempio: tempo scuola, comprensivo del tempo mensa e conseguente organizzazione.

Tanto influenzerà inevitabilmente il PTOF conosciuto al momento dell’iscrizione e pertanto appare indispensabile un’informazione tempestiva delle famiglie, protagoniste peraltro nel supporto della DaD. Non di meno vanno rimodulati per il prossimo anno scolastico, i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento previsti dal comma 784 dell’art. 1 della legge n. 145 del 2018, mediante deroga non solo con riferimento all’esame di stato ma anche alle ore complessive nel triennio.

Si rappresenta, inoltre, che non vengono fornite delle linee guida sui criteri di sicurezza da adottare anche per le attività di recupero.

Ancora maggiori indicazioni dovrebbero essere fornite sulla metodologia didattica da adottare nel caso in cui perdurasse una situazione di emergenza. Si potrebbe anche proporre un sistema organizzativo in cui in forma alternata un gruppo classe frequenta in presenza e l’altro con modalità a distanza.

Preoccupa anche la situazione degli organici, in considerazione del progressivo esaurimento delle graduatorie e della possibilità di un eventuale riorganizzazione delle classi nonché della riduzione del numero massimo di alunni. Occorrerebbe quindi prevedere dei criteri di facile copertura del fabbisogno per il prossimo anno.

Si nota comunque ancora poca attenzione alla questione della disabilità ovvero scarse proposte di intervento per garantire una assistenza che non si fondi sostanzialmente sulle famiglie.

Appare evidente inoltre che gli attuali piani di sicurezza delle istituzioni scolastiche vadano rivisti in considerazione dell’attuale emergenza.

Per i libri di testo, infine, sebbene sia oggettivamente mancata anche la possibilità di valutare opportunamente nuove proposte, la norma, così come formulata, produrrà inevitabilmente la conferma dell’adozione.

Roma, 23/04/2020

La Presidente

Rosaria D’Anna




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