Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Unioni civili. Le famiglie:”Fissiamo limiti invalicabili”

 

47437-1Inviata oggi a tutti i parlamentari una lettera aperta firmata dai membri del Forum delle associazioni familiari, tra cui l’Age. Pubblichiamo il testo integrale.

Le famiglie scrivono ai parlamentari una lettera aperta dal titolo “Libertà delle persone. Identità della famiglia” sul tema della regolazione delle unioni civili e dell’identità della famiglia. A consegnarla, oggi (5 giungo 2015), a tutti i deputati e i senatori il Forum delle associazioni famigliari che l’ha redatta e di cui l’Age è membro. Obiettivo: “Aprire un dialogo con i parlamentari, partendo dalla concretezza del dibattito parlamentare in corso e dei nodi che andranno o non andranno sciolti”, spiega il presidente del Forum, Francesco Belletti.

 “Il tema è particolarmente sentito dalla società – prosegue Belletti -. Ma si tratta di una questione delicata e socialmente sensibile nella quale tutti i membri del Parlamento hanno una grande responsabilità“.

Decidere sulla famiglia e sulle ricadute che si possono innescare, esige un grande equilibrio.

“È per questo che abbiamo inteso offrire a ciascun parlamentare il nostro punto di vista, come Forum delle associazioni familiari, in rappresentanza delle famiglie e delle loro associazioni. Un’indicazione su cosa è possibile intervenire e su cosa rappresenta un limite invalicabile a meno di creare un vulnus nella nostra società che farà sentire i suoi effetti negli anni e nelle generazioni a venire”.

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 Nel documento il Forum ricorda che “il giudizio sul testo in discussione, della relatrice sen. Cirinnà, è fortemente negativo”, sottolineandone i profili di illegittimità costituzionale. Insiste sul fatto che “approvare il testo Cirinnà signifca sostenere una posizione ideologica oltransista, estremistica, radicale e soprattutto minoritaria nel Paese”.

Viene inoltre osservato come “di fatto lo Stato di fronte alle criticità nella famiglia non solo non interviene con un sostegno concreto per superare le difficoltà del momento, ma facilita enormemente il percorso di disgregazione, senza farsi carico di sostenere i coniugi e soprattutto i minori coinvolti nella fine di un progetto di vita così fondamentale. Nonostante ciò sia previsto dalla legge”. Del resto, prosegue il Forum, “nel nostro Paese mancano politiche familiari”.

Infine, la domanda ai parlamentari con cui si chiude la lettera: “Quando sarà il momento di discutere il testo Cirinnà si chieda: quanti provvedimenti abbiamo votato a sostegno della famiglia, prima di garantire questo falso diritto al ‘matrimonio per tutti’?”.

Emanuela Micucci




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