Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

UMBERTO NIZZOLI: LA PREVENZIONE DEVE ESSERE SEMPRE PIU’ PRECOCE E DIRETTA

In margine alla Giornata internazione contro il consumo di droga

 

UMBERTO NIZZOLI: LA PREVENZIONE DEVE ESSERE SEMPRE PIU’ PRECOCE E DIRETTA

 

 Il 26 giugno si è celebrata la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illegale di droga. Indetta dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1987, si inserisce pienamente nel programma dell’Agenda 2010 delle Nazioni Unite – obiettivo 3 – che tra i vari punti relativi alla salute ed al benessere delle persone richiama la necessità di rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui l’abuso di stupefacenti e il consumo nocivo di alcol.

Tema della Giornata 2017 è stato “Listen First”: ascoltare i bambini ed i giovani-primo passo per aiutarli a crescere sani. L’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) vuole fare conoscere il grave impatto delle sostanze illecite sulla salute soprattutto dei giovani, troppe volte vittime degli effetti da sballo delle droghe legali ed illegali. Il rapporto mondiale sulle droga del 2017 evidenza un legame sempre più stretto e diretto con criminalità organizzata e terrorismo, segnali di pericolo per la sicurezza, la pace e lo sviluppo dei popoli.

Abbiamo intervistato sull’argomento il prof. Umberto Nizzoli, esperto di problematiche giovanili, psicologo clinico, docente universitario e componente della Sisdea – Società Italiana di Studi sui Disturbi del Comportamento Alimentare.

  1. Prof. Nizzoli, recenti indagini realizzate da associazioni e comunità attive nel contrasto alla tossicodipendenza segnalano un aumento del consumo di sostanze stupefacenti fra i giovanissimi. Il primo approccio avviene già a 14 anni iniziando da hashish e marijuana per passare poi a sostanze più pesanti come la cocaina e l’eroina (oltre 300mila teenager nel 2015 hanno fatto uso di eroina). Quali strumenti oggi sono disponibili per affrontare un problema (o meglio un dramma) che si trascina da decenni e che sembra quasi senza soluzione?
  2. Il tema consumo di sostanze stupefacenti è diventato ormai talmente incistato nella quotidianità da essere percepito come un fenomeno consueto; appare difficile credere che si possa lanciare in modo credibile un allarme. La gente è rassegnata, oppure considera questo consumo ormai perfettamente compatibile con la normale vita sociale.

E’ evidente che la caduta delle barriere facilita l’accesso al consumo in particolare da parte dei giovanissimi. Ciò chiarito debbo precisare che gli allarmismi sono assolutamente fuori luogo. Primo perché si possono (si devono) commentare questi fenomeni in modo serio e con la ragione, anziché con le emozioni che sono troppo “di pancia”. E’ la conoscenza che dovrebbe guidare i comportamenti responsabili. Secondo perché dal punto di vista numerico non vi è affatto una crescita nel consumo di droghe illegali. Il fenomeno è in continua evoluzione, perciò si presentano (o si ripresentano) aspetti in parte nuovi, ma nella sua globalità il consumo di droghe illecite è statico grosso modo da un decennio con una lieve flessione in questo ultimo biennio. Per questo all’assemblea generale ONU, cui ho partecipato, si è sottolineato non solo il primato, ma anche un certo (modesto, per il vero) successo della prevenzione. E’ però dubbio che possa trattarsi davvero di un successo perché a fianco della riduzione globale di sostanze illecite vi sono sia la pressione di un mercato della criminalità molto agguerrito e ben dotato sia per l’eroina che per la cocaina, sia la diffusione, questa sì, enorme di droghe lecite: alcol e farmaci, sia infine di comportamenti di dipendenza senza droghe ma che devastano gli individui, le loro famiglie e l’ambiente non meno delle droghe illecite.

Da molto tempo ormai la prima iniziazione al consumo di droghe è precoce. Non possiamo ogni volta “urlare” che si è abbassata l’età perché la ricerca scientifica ci ha dimostrato da oltre un decennio che l’avvio con una certa consistenza numerica di casi è attorno all’11°-12° anno di età. Poi il fenomeno tende a crescere quantitativamente per raggiungere il picco verso i 22-23 anni. Dopo di che vi è una certa contrazione. E’ evidente che chi sviluppa la dipendenza, dall’eroina o dalla cocaina probabilmente ha iniziato con la cannabis (o col tabacco). Ma non è che tutti coloro i quali “toccano” cannabis poi consumeranno le droghe maggiori. Vi è cioè una escalation che alcuni, i più deboli, quelli più vulnerabili sviluppano. La cannabis, assieme all’alcol, è la droga di maggiore diffusione.

La ricerca ha chiarito che se il consumo di droga diventa frequente ci sono altri problemi che precedono quel consumo.

I problemi da uso di sostanze sono strettamente correlati ad altri problemi che spesso si sviluppano già in età più precoce, quando l’uso di sostanze non è ancora iniziato. La gente non ci pensa, non vede ancora la devastazione dovuta alla dipendenza. Solo molto più tardi quando i problemi ci saranno, e gravi, ripercorrendo la via per cui si è arrivati alla dipendenza si ripensa a quei segni che poi sono di allarme ma che a suo tempo non avevano prodotto alcuna reazione. “Avrei dovuto accorgermene subito”, è una delle frasi più ricorrenti che dicono i genitori di un giovane dipendente dall’uso di sostanze.

Mi è rimasta sempre impressa una frase che papa Giovanni Paolo II diceva più o meno così, la droga non attecchisce in un campo di grano ben coltivato. Cioè la droga non è una specie di strega che si impossessa del povero malcapitato. Ricordiamo che è una droga una molecola che modifica il funzionamento della mente di una persona. Ogni modificazione artificiale porta con sé un rischio.

E’ un dramma che così tante persone desiderino o accettino di volere cambiare il proprio stato mentale. E’ un problema enorme.

Non esiste altra chiave che quella della consapevolezza, e quindi della conoscenza, basata su una educazione pensata e basate sulle conoscenze. Una educazione senza allarmismi ma vera, calma e cruda.

È una sfida per la mente di tutte le famiglie e di tutti gli educatori. E’ una sfida che va assunta non chiamando occasionalmente uno specialista a fare una lezione, ma di persona ogni giorno con l’esempio e con le parole attorno al tavolo di casa o durante le normali lezioni a scuola.

Non serve un intervento fatto una volta per tutte; ma ogni nuovo arrivo di un ragazzo o di una ragazzina (a casa, a scuola, al circolo, in parrocchia…..) va spiegato perché la droga “ti frega”. Quando incontro dei ragazzi hanno sempre una grande curiosità per sapere come la droga funziona, che effetto fa, quali rischi provoca. Vogliono risposte vere, oneste senza paternalismi o divieti preconcetti; vogliono sentire di potere decidere e di non essere trattati come bamboccetti. Sono soggetti pensanti e che se ben istruiti tengono a proteggere la loro bellezza. Agiamo sulle loro scelte costruendo un mondo che ha un rifiuto radicale al consumo di sostanze. Se i ragazzi hanno chiaro che consumare le droghe è pericoloso, che la mamma è contraria, che il papà è contrario, che i fratelli più grandi sono contrari che gli educatori sono contrari, troveranno molte buone ragioni per evitare di sperimentare droga e quindi avranno la forza di dire no ai falsi amici che gliela offrono. Se sapremo svuotare gli ammiccamenti, le ipocrisie e le complicità senza venire rifiutati per i nostri isterismi apocalittici, diventeremo testimoni credibili e loro più probabilmente diranno di no, avranno più forza e quindi più personalità. Più l’educazione rinforza la loro autostima più riusciranno a opporsi alla pressione degli amici e del gruppo anche quando il gruppo suggerisce comportamenti di consumo.

  1. Restando in ambito giovani e giovanissimi, spesso il consumo di droghe è abbinato all’abuso di alcol (bingedrinking): quali effetti sulla salute fisica ma soprattutto psichica ne conseguono nell’immediato e in nell’evolversi degli anni?
  2. L’assunzione contemporanea di diverse molecole stupefacenti determina delle condizioni biochimiche imprevedibile. Va inoltre ricordato che se possiamo parlare in termini percentuali di cosa accade generalmente alla popolazione che consuma certe droghe in un certo modo, quello che concretamente accade al singolo individuo è sempre la sua reazione individuale di quel momento con quella sua organizzazione mentale a quella particolare stimolazione ricevuta da quelle sostanze stupefacenti.

In secondo luogo ricordo che viviamo in un tipo di cultura che vuole tutto e subito, che non sa sopportare la frustrazione, che non progetta e non va oltre l’attimo. Si vive conseguentemente una pressione emotivo continua. Il tasso di stress è elevato: le possibili conseguenze sono molte e gravi. Possono riguardare il funzionamento di ogni organo e ogni fisiologia umana; possono presentarsi con disturbi ansiosi e dell’umore o possono determinare condotte di abuso di alcol, droghe e psicofarmaci. Chi non sa darsi il tempo, chi sente la mancanza come un’impotenza fallimentare e crolla nella disperazione, corre (ha il craving) per qualcosa che vuole a tutti i costi. Lo vuole senza riuscire ad arrestarsi anche di fronte al dovere assumere comportamenti che egli stesso considera negativi. Sono le condotte all’insegna del binge. Binge di droghe o binge-drinking o binge-eating. Classici elementi delle addiction.

 

  1. Dal Rapporto 2017 dell’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, presentato in questi giorni a Bruxelles vengono evidenziati l’aumento di decessi per overdose e soprattutto la comparsa di nuove droghe sul mercato dagli effetti devastanti. Solo nel 2016 sono state rilevate 66 sostanza psicoattive che non sono sottoposte ai controlli antidroga internazionali e vengono vendute come sostituti legali degli stupefacenti. Rilevante in quest’ultimo periodo la presenza sul mercato di nuovi oppioidi sintetici reperibili in polvere, capsule, compresse ma ora anche in forma liquida o come spray nasali.

Dunque prof. Nizzoli si tratta di una avanzata inarrestabile o esistono strumenti per fermarla? Quali forme di collaborazione esistono fra le Nazioni?

  1. Ormai da un decennio ogni anno vengono intercettate diverse decine di nuove molecole. La loro produzione è semplice, bastano laboratori domestici. Guardano le richieste del mercato e laboratori distribuiti nel mondo le producono. Tramite internet lo spaccio è semplificato. Con vere azioni di marketing attivano messaggi con testimonial musicali e artistici che riescono a indurre nuovi comportamenti e nuove tendenze. Le molecole artificialmente prodotte servono a dare identità con l’appartenenza a quei modelli. Tutti gli anni vengono riversate decine di molecole sulla mercato, né più né meno di quel che succede col mercato della moda. Nulla lascia prevedere che questo tipo di mercato si interrompa. Bisogna capire che dall’altra parte della barricata rispetto a coloro che cercano di prevenire vi sono imprese che cercano di indurre.

Un sacco di sirene circondano i nostri giovani (ma non solo) e cercano di convincere che se prendi droga sembri più simpatico, più bello, ti diverti di più, sei più apprezzato, lavori meglio, impari prima e superi meglio gli esami. La prevenzione si fa ogni giorno spiegando che quelle sono “balle”, che non hai bisogno di niente per riuscire simpatico e essere accettato.

  1. Famiglia, scuola , associazioni in collaborazione con esperti e team medici come possono operare per dare segnali forti ai giovani e cercare di arginare questo problema?
  2. È un lotta enorme che però non si gioca con un colpo di mano. Troppe volte si equivoca credendo che la prevenzione dall’uso delle droghe si faccia con qualche intervento, più o meno ben fatto, con ragazzi delle ultime classi delle superiori. Quelle sono iniziative che servono soprattutto a genitori insicuri per cercare di sintonizzarsi sui problemi dei figli. Come prevenzione dell’uso di droghe quelle iniziative non valgono nulla. A quella età i giovani le droghe le conoscono già, a volte solo per sentito dire altre volte perché le usano già da tempo. No; la prevenzione dell’uso delle sostanze si deve fare in quinta elementare o al più tardi in prima e seconda media. Dopo si parla di come gestire il rischio dell’uso delle droghe; la prevenzione invece andava fatta prima. Troppi tabù e troppe ipocrisie trattengono dal fare la prevenzione quando è ora. Ma ritardare non serve. Chi è genitore o educatore responsabile deve lottare con le sue paure e fare con calma e competenza la prevenzione quando è ora, non quando è tardi. Se non si è in grado di essere o calmi di fronte a un tema così delicato o competenti di fronte a un tema così complicato, allora è bene farsi aiutare da un esperto di cui si ha fiducia.

Nel nostro Paese si fatica a fare accettare anche le cose ovvie. Per paura di essere turbatori dei sogni incantati dei bambini (immaginati dall’adulto), si preferisce attuare la tattica dello struzzo salvo poi accusare veementemente gli altri, lo stato, la scuola, comunque gli altri per i disastri che vivono i propri figli. Il punto è focalizzare l’attenzione sui primi anni della genitorialità in generale, e in particolare tra le famiglie più vulnerabili.

Anche se gli studi di verifica scientifica sono pochi rispetto ad approcci più semplici e tradizionali come l’istruzione sulla droga nelle scuole (sì, quando si parla con ragazzi più grandi il contenuto sono gli effetti positivi e negativi derivanti dalle droghe), questa nuova enfasi sui primi anni di vita del bambino ed ancor prima ha un forte razionale teorico.

Temi come lo sviluppo del bambino (la psicologia dello sviluppo) e programmi per genitori che non menzionano le sostanze e che sono rivolti a tutti hanno registrato alcuni tra gli impatti di prevenzione più consistenti.

La logica di intervento si basa sulla forte evidenza scientifica che le scuole che si offrono a supporto dei genitori e che sanno coinvolgerli ì, ottengono processi culturali inclusivi. La possibilità di partecipare a scuola alla definizione di modelli educativi è, oltre che un grande aiuto, un metodo efficace che crea migliori risultati in molti settori della vita, tra cui l’uso di sostanze stupefacenti.

Quando invece si interviene in età più avanzate, diciamo dalla terza media in su, è inevitabile trattare il tema droghe coi loro effetti positivi e negativi. I ragazzi vogliono informazioni vere; già di loro sono piuttosto informati, non sempre però in modo corretto. Ecco allora che è importante una informazione competente che eviti decisamente i modi ed i toni apocalittici ed ideologici. Quelli convincono solo coloro che sono già convinti.

Tenendo conto delle cattive “sirene” i genitori devono parlare dei rischi che sì incontrano consumando droghe a tavola, serenamente. Bisogna aiutare i genitori a trovare il coraggio e le parole per educare i loro piccoli. Occorre che tutto il mondo educativo faccia prevenzione. Parlare onestamente dei rischi che comporta il consumo in modo da fare sentire ai nostri giovani che è possibile vivere bene senza rischiare di compromettersi.

Intervista a cura di Gabriele Rossi

 

Il prof. Umberto Nizzoli è specialista in psicoterapia e psicologia clinica, già docente nelle Università di Bologna, di Padova e di Modena, insegna presso l’IPU di Modena.
E’ stato direttore del Servizio Maternità-Infanzia-Età Evolutiva e del Dipartimento aziendale Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di RE. Ha diretto il Sert, il Servizio per i Disturbi Alimentari e il Presidio per la cura dell’Abuso ai minori. E’ perito di Tribunale. Dirige la rivista “Personalità/Dipendenze”; vanta una vastissima produzione scientifica di volumi e articoli; ha diretto numerose ricerche nazionali ed europee. E’ membro del Direttivo europeo della Società di Psicopatologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza, referente nazionale Comitato Editoriale della Società Scientifica sui Disturbi del Comportamento Alimentare, membro dell’Accademia mondiale sui Disturbi Alimentari. E’ socio dell’American Psychological Association.

 




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