Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Suggerimenti per una comunicazione efficace con i nostri figli.

In questi giorni spopola nel web l’immagine con: “Come è andata a scuola?” “Bene” “cosa avete fatto?” “Niente”.
La citazione ci fa sorridere perchè rispecchia la realtà nella quale quasi tutti noi genitori ci possiamo riconoscere.
Si, sorridiamo, ma in verità è difficile pensare come aggirare questo “ritornello”, come farci raccontare qualcosa della loro giornata a scuola.
Ed allora ecco che abbiamo deciso di chiedere qualche buon consiglio alla psicologa-psicoterapeuta Consuelo Fortuna (Praxis Macerata) che collabora con l’AGe da anni negli incontri con i genitori.

Tutti i genitori conoscono bene questa condizione: chiedere ad un bambino “Com’è andata oggi a scuola” significa ricevere come risposta “Bene”. Punto! La risultante per l’adulto è… una conseguente condizione di impazienza e curiosità rimasta insoddisfatta. Cosa fare quindi? Sottoporre il bambino/ragazzo ad un interrogatorio di terzo grado non servirebbe a nulla!!! Proviamo a supporre una strategia più efficace ed assertiva. Quando un bambino/adolescente esce da scuola è stanco e ha voglia di “cambiare” aria. Nessuna voglia di parlarne e di raccontare per filo e per segno alla mamma o al papà com’è andata la scuola in quella mattinata. Tra l’altro, i più piccoli non ne sarebbero nemmeno capaci in modo organico e sequenziale per via della loro ancora non acquisita maturità cognitiva. (Ma non è che con gli adolescenti la situazione sia migliore!). Di sicuro, rispetto ad una domanda generica del tipo “come è andata a scuola”, appare più efficace porre domande più specifiche al fine di aiutare il bambino, guidare un adolescente a isolare momenti specifici nella sua memoria. Costruire una vera conversazione, ad esempio raccontando anche la tua giornata, può esser utile ad evitare l’interrogatorio. Per prima cosa bisogna lasciar trascorrere un po’ di tempo, lasciarlo giocare un po’ o farlo divagare un po’, al fine di far decantare l’eventuale stanchezza scolastica ed ambientarsi nel passaggio da uno stato ad un altro. Peraltro anche noi adulti necessitiamo di un momento di pausa/silenzio quando passiamo da una condizione ad un’altra!

Di seguito verranno esposte alcune regole importanti da sperimentare per una comunicazione più efficace e assertiva:

FAI LE DOMANDE GIUSTE Se porgi a tuo figlio domande troppo generiche, ad esempio “Com’è andata oggi a scuola?” e vedi che non ottieni la risposta che vorresti, prova a fargli delle domande più specifiche su cosa è successo a scuola e sui compagni o le insegnanti. Evita di fare domande che possano avere come risposta un semplice “si” o “no”, perché non ti daranno la possibilità di sapere cosa succede a scuola.

FARE LE DOMANDE NEL MOMENTO GIUSTO Non fare domande a tuo figlio non appena esce da scuola o mentre state tornando a casa. Questo è forse il momento peggiore, dato che difficilmente tuo figlio avrà voglia di rispondere. Aspetta di essere a cena tutti insieme o il momento precedente all’inizio dei compiti pomeridiani.

IMPARA AD ASCOLTARE TUO FIGLIO I bambini possono scegliere i momenti peggiori per raccontarti cose molte importanti della loro giornata a scuola. Interrompi quello che stai facendo e trova il tempo per ascoltare e concentrarti su quello che dice tuo figlio. Il tuo atteggiamento lo renderà molto felice e lo incoraggerà a raccontarti di più in futuro.

DAI IL BUON ESEMPIO
Racconta a tuo figlio della tua giornata, delle cose che hai imparato, di quelle che ti sono piaciute e anche di quelle che non ti sono piaciute. Se dai il buon esempio, tuo figlio sarà incoraggiato a raccontarti le sue giornate. Potresti raccontargli di quando tu andavi a scuola e chiedergli se le cose ora sono diverse.

NON FORZARE TUO FIGLIO
Non aspettarti che tuo figlio abbia voglia tutti i giorni di raccontarti com’è andata a scuola. Se non ha voglia di raccontare nulla, non forzarlo. Se vuoi sapere come si trova a scuola e cosa fa, puoi sempre parlare con altri genitori, che magari hanno saputo dai loro bambini delle cose che tuo figlio non ti ha raccontato e questo non significa necessariamente che i figli altrui raccontano di più rispetto a tuo figlio… significa semplicemente che ogni bambino è unico e che ha un suo tempo emotivo soggettivo. Potrebbe anche capitare che tuo figlio tenda ad aprirsi di più quando è a casa insieme a un amico piuttosto che quando è da solo con te.
E ricorda: se vuoi davvero sapere come si trova a scuola, cosa fa e quali sono i suoi progressi, parla con gli insegnanti, non solo durante i colloqui, ma durante tutto l’anno scolastico.

Ecco una lista di domande che puoi fare a tuo figlio:
QUALCHE ESEMPIO DI DOMANDE IMPORTANTI
Con chi hai giocato o chiacchierato a ricreazione?
Qual è stata la cosa più bella che è successa oggi a scuola? e la più brutta?
C’è stato un momento in cui sei stato felice?
Qual è la cosa più noiosa che hai fatto oggi?
Hai lavorato con qualche compagno oggi? Se sì, cosa avete fatto?
Oggi la maestra si è arrabbiata? Perché?
Qualcuno ti ha fatto arrabbiare?
Mi dici una cosa che hai imparato oggi a scuola?
Se oggi io incontrassi la tua maestra, cosa pensi mi direbbe di te?
C’è qualcuno con cui vorresti giocare all’intervallo, ma non riesci a giocarci? Perché?
Qual è la parola più strana che hai sentito oggi?
Raccontami qualcosa che oggi ti ha fatto molto ridere.
Hai usato i colori oggi, e per che cosa?
Se domani tu fossi la maestra cosa faresti?
Qual è stato il momento più bello della giornata? E il più brutto?
C’è qualcosa che hai fatto oggi e vorresti fare anche domani?
A che gioco hai giocato a ricreazione?
Mi fai un disegno sulla scuola?
Oggi hai aiutato qualcuno a fare qualcosa oppure qualcuno ha aiutato te?

Bibliografia:
Parenting. Psicologia dei legami genitoriali, di Loredana Benedetto Massimo Ingrassia edito da Carocci , 2010;
Perdona il padre e la madre. Come far crescere meglio i tuoi figli di Kalliopi Vatougia edito da Alpes Italia, 2014
Ascoltare i figli. Un percorso di formazione per genitori di Domenico Bellantoni edito da Erickson, 2007




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