Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Seminario di formazione dei referenti per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo delle Scuole del Lazio. Roma, 25 settembre 2017

Convegno Regionale organizzato da Ufficio Scolastico Regionale , Ufficio III, Università degli Studi La Sapienza di Roma

Seminario di formazione dei referenti per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo  delle Scuole del Lazio

Roma, 25 settembre 2017

#INSIEME per una Scuola inclusiva  a misura di tutti e di ciascuno

Intervento del FORAGS (sintesi)

Bullismo e cyber bullismo avvengono tra adolescenti e giovani, ma ormai anche tra bambini e ragazzi giovanissimi e molto nei confronti di bambine e ragazze, colpite per le loro caratteristiche fisiche. Chi resta intrappolato nel ruolo di vittima resta intrappolato in un profondo disagio.

Nonostante gli sforzi fatti e i molti progetti e iniziative realizzate, i fenomeni di bullismo e cyber bullismo  sono purtroppo molto diffusi. Uno studio recente (Commissione “Jo Cox”), riporta come il 19,8% dei ragazzi tra 11 e 17 anni in modo ripetuto nel mese e tra questi il 9,1% (cioè 360.000 persone) con cadenza settimanale è stato oggetto di qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Oltre il 60% è stato testimone di episodi di bullismo. Il 22% dei ragazzi italiani che utilizzano internet e smartphone sono derisi e umiliati in rete. L’82% dei ragazzi non considera grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive sui social. L’uso della rete ha ampliato le possibilità di poter nuocere in modo grave ad altri.

Il fenomeno prospera nel silenzio, nell’omertà e nella menzogna, del bullo, della vittima e di chi assiste.

Combattere bullismo e cyber bullismo, richiede la collaborazione di tutti e quindi un lavoro insieme della scuola e della famiglia, il che richiede un reale coinvolgimento e partecipazione di noi genitori e dei nostri ragazzi su quanto si decide e si fa. Le famiglie vanno coinvolte il più possibile nel lavoro di prevenzione che la scuola svolge a partire dall’informarle adeguatamente e approfonditamente sui progetti che verranno attuati, sui loro contenuti e le modalità di realizzazione, affinché si possa approfondire, condividere, discutere con i nostri figli ciò che abbiamo appreso a scuola e discutere con loro su come la pensano, ecc.

Per l’A.Ge. hanno partecipato Antonio Fargnoli e Marina Bellia




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