Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Scuola. Isfol, Azzolini (Age): Occorre un piano nazionale di comunicazione con le associazioni genitori

COMUNCIATO STAMPA

Roma, 11 febbraio 2015

Scuola. Isfol, indagine conoscenza sistema educativo

Azzolini (Age): Occorre un piano nazionale di comunicazione con le associazioni genitori

Scuole e politica incapaci di informare le famiglie: un terzo non sa l’ABC degli obblighi di legge

“I genitori sono bancomat per le casse delle scuole o sindacalisti dei figli. Le istituzioni scolastiche, dal Miur agli uffici scolastici regionali fino alle singole scuole, non riescono a farne gli alleati veri nel patto di corresponsabilità educativa che la legge, in nome della Costituzione, gli riconosce. La conferma, se l’esperienza quotidiana a scuola non bastasse, è arrivata oggi della prima indagine Isfol sulla conoscenza del sistema educativo da parte della popolazione adulta tra i 30 e i 54 anni di età, cioè la fascia in cui si trova la più ampia quota di genitori con figli in età di obbligo di istruzione”. Così Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age (Associazione italiana genitori), commenta l’indagine “Disinformazione di sistema” dell’Isfol.

“I risultati sono imbarazzanti – osserva Azzolini -. Non per i genitori, ma per le istituzioni scolastiche, incapaci a tutti i livelli, di informare in modo completo ed efficace le famiglie e i giovani sul sistema scolastico, soprattutto nei momenti di passaggio dalle medie alle superiori e dal diploma al mondo accademico o lavorativo. La maggior parte dei genitori, il 53%, avverte proprio l’inadeguatezza del livelli informativo. Ma a mancare è addirittura l’ABC della conoscenza degli obblighi di legge: il 23% ritiene che sia possibile per i ragazzi abbandonare gli studi a 14 anni, l’11% è incerto, il 4% non sa che esista un obbligo d’istruzione. Una alcuna preoccupante che riguarda un terzo degli italiani che è un campanello d’allarme anche  per il fenomeno della dispersione scolastica, in Italia ancora troppo alta”.

“Un terzo dei genitori – aggiunge – pensa che la scuola dell’infanzia sia obbligatoria, il 27% non sa che è stato soppresso l’esame al termine della scuola primaria. I genitori conoscono molto poco i segmenti formativi più professionalizzanti. A parte l’apprendistato, di cui però solo il 41% lo conosce come possibilità di assolvere il diritto dovere d’istruzione, poco noti sono i percorsi di Istruzione e Formazione (IeFp), che si confondono con gli istituti professionali. Eppure, sono percorsi che offrono garanzie occupazionali e di contrasto all’esclusione sociale e agli abbandoni scolastici. Sconosciuti anche gli IFTS e gli ITS, quest’ultimi confusi dal 40% dei genitori con gli istituti tecnici. Non va meglio con l’università: solo il 45% consce il sistema di istruzione terziaria”.

“Confusione, disorientamento generalizzati sono – nota Azzolini – un segno preoccupante sulla capacità comunicativa di tipo istituzionale nel garantire a tutta la popolazione le informazioni necessarie a supportare i giovani nel compiere scelte consapevoli, con ricadute importanti anche sull’efficacia delle attività di orientamento, in particolare nei momenti di snodo tra un ciclo e l’altro. Né è sufficiente, visti i risultati negativi dell’indagine, il fatto che quando si devono informare (e lo fanno poco) le famiglie preferiscono internet, un canale veloce, utile, ma che per quantità e qualità no i sponde ai bisogni dei singoli genitori”.

“Occorre quindi che la politica studi una strategia a 360 per raggiungere con più modalità e strumenti tutta la popolazione, in particolare la fascia più svantaggiata – conclude Azzolini -. Un vero piano nazionale di comunicazione che veda nelle associazioni genitori che operano nella scuola gli alleati nella formazione e nell’informazione degli altri genitori della scuola. Prevedendo in particolare azioni e momenti specifici di orientamento per le famiglie, non solo per i ragazzi. Formare informando per contribuire a scelte consapevoli così da elevare i livelli di istruzione, combattere la dispersione, l’esclusone e la disoccupazione. A guadagnarne saranno anche i minori costi sociali che questi fenomeni produrranno”.

 

 

 

 

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