Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Report XXIX Congresso Nazionale SIPPS “Mille gradini per il futuro dei bambini”

E’ stata una importante occasione di partecipazione dell’AGe in un ambito che è di estremo interesse per noi genitori. Durante il Congresso Nazionale sono state presentate due guide scritte con il contributo di molti soci SIPPS e a cui l’AGe ha dato il suo patrocinio, considerandole uno strumento utile per la salute dei figli.

Alla presentazione della guida “Adolescenza e transizione: dal Pediatra al medico dell’adulto”, destinata in primo luogo ai medici, è intervenuta per l’A.Ge. Anna Bertoli, sul tema “La trincea del passaggio del ragazzo dal Pediatra al Medico curante. Il parere dei genitori”. Ecco il suo intervento:
“Premesso che oltre a essere Presidente provinciale di AGe Brescia sono soprattutto mamma di tre splendide ragazze di 23, 21 e 11 anni, ho portato l’esperienza di molti genitori che hanno combattuto le loro battaglie in questa trincea.
Il passaggio di cura di un adolescente dal pediatra al medico dell’adulto è un momento importante per vari motivi. È un passaggio e, come tale, presuppone un distacco da un lato e un inserimento dall’altro; quali situazioni, quali problemi devono o possono essere segnalati dal pediatra in una lettera di fine rapporto, in 14 (o 16 in alcuni casi) anni di cura? E, dall’altra parte, quali notizie servono realmente al medico dell’adulto per iniziare lui stesso un rapporto di fiducia con un adolescente appena iscritto? Queste domande sono doverose.
Ma poi, che cosa un adolescente vorrebbe sentirsi chiedere o vorrebbe dire ai medici che attuano il passaggio di cura e, ancora, sarebbe d’accordo su quello che viene trasmesso? La risposta non è scontata. Per molti adolescenti non esiste il problema: vengono “portati” alla visita dal pediatra, in alcuni casi forzatamente, mentre il più delle volte arrivano a conoscere il medico dell’adulto solo dopo qualche tempo e solo se intercorre una patologia. C’è un collante, però, che garantisce il passaggio: la famiglia, i genitori che già, nella maggioranza dei casi, sono iscritti presso il medico e che possono essere i “traghettatori” dell’adolescente, in un’ottica di cura sistemica familiare, che sicuramente (ma non sempre) aiuta.
La famiglia sceglie il medico e lo deve fare bene, con accuratezza. Questo passaggio non viene facilitato e valorizzato dallo Stato e dal Ministero della Sanità che lascia soli i genitori.
Manca un corridoio che veicoli i ragazzi pre-adolescenti verso l’età adulta. Per la loro complessità e delicatezza questi ragazzi e ragazze in fiore (il nostro futuro) hanno bisogno di un equipe di specialisti che seguano le malattie e si dedichino alla prevenzione: pedagogisti, medici dell’alimentazione, ortodontisti , ginecologi e fisiatri. Un pool che lo Stato in una proposta aveva già evidenziato nel 2016 con un Progetto che è caduto nel nulla, il carnet di voucher gratuito per visite specialistiche.
Ho rimarcato l’importanza della collaborazione di Associazioni genitori e Associazioni di pediatra per portare Il Ministero a investire di più per la fascia adolescenziale con un progetto ben strutturato mirato alla prevenzione .
C’e bisogno di riconsiderare reparti pensati per i pre-adolescenti con medici specialistici preparati anche pedagogicamente.
Il dato che più mi ha sconvolto è che nel XXI secolo la mortalità giovanile è ancora alta, al primo posto abbiamo gli incidenti stradali e la secondo i suicidi, ciò ci deve far riflettere.
Per concludere ho offerto la nostra collaborazione per attivare progetti finalizzati a questa età e a diffondere la guida anche ai genitori attraverso i nostri social, magari rivista per renderla più fruibile.
Continuare il rapporto con la Redazione della rivista “Crescere x crescere” e fare formazione nelle scuole nelle parrocchie e nei comuni.
Per finire far amare la bellezza e la vita ai nostri ragazzi, aiutarli a tirar fuori le loro potenzialità e far sì che sboccino .”
La guida “Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori” è la nuova edizione di una guida simile uscita nel 2007. L’intento è quello di riunire in un piccolo manuale da consegnare ai genitori, ma da utilizzare anche dai pediatri, una miniera di informazioni, suggerimenti, consigli pratici sui primi anni di vita del bambino. Già dal titolo è chiaro che ci si rivolge alla famiglia intera – mamma, papà, fratelli, nonni, zii – perché quando nasce un bambino tutti sono coinvolti.
Hanno partecipato alla presentazione due socie AGe di Verona, una nonna e una giovane mamma. La nonna, Chiara Crivelli, descrivendo l’esperienza di tanti incontri, trova che i giovani genitori spesso si sentono inadeguati, si pongono domande a cui non è sempre facile rispondere con quella “sapienza popolare” che si tramanda da nonna a mamma, da mamma a figlia. Compito dei nonni è affiancare incoraggiando, non sostituendosi o pronunciando “verità assolute” sulla cura del bambino. La guida, come la consultazione periodica con il pediatra di famiglia, aiuta sia i genitori che i nonni nel compito di far crescere i bambini. Lucia Riggio (socia AGe Verona e giovane mamma di Gabriele, 9 mesi) ha descritto la propria esperienza, ricca di momenti felici, ed altri “non facili” come un ricovero ospedaliero a due mesi di età. Di come lei personalmente abbia letto tanto, si sia molto informata durante la gravidanza e dopo. A Lucia è stata fatta una domanda specifica dall’assemblea: “Una delle fonti più utilizzate dai giovani genitori è la rete, Internet, alla ricerca di informazioni utili. Ma sappiamo bene come in rete vi sia di tutto. Come fare a discernere il consiglio, l’informazione che fa al caso proprio in quel momento?” Lucia ha affermato che occorre molto buon senso per districarsi tra i suggerimenti più disparati forniti dalla rete, ma che personalmente ha trovato nell’ascolto del proprio bambino e nel confronto continuo con il coniuge la serenità per affrontare tutti i piccoli e grandi problemi.
Ed è proprio ciò che la guida afferma nei diversi capitoli: ogni mamma, ogni papà sono adeguati per il proprio figlio, è importante osservare ed “ascoltare” il bambino e cercare dentro di sé e nelle persone più vicine le risorse per affrontare le gioie e le difficoltà dei primi mesi e dei primi anni.
La guida è di facile consultazione anche episodica, una vera ricchezza in vari ambiti: dai suggerimenti per i primi giorni e i primi mesi all’alimentazione; dalle tappe di sviluppo a alla cura del bambino malato; dalle considerazioni sul comportamento del bambino e gli atteggiamenti da tenere a un importante capitolo sulla sicurezza, declinata in ogni senso, anche con immagini sulle manovre di disostruzione pediatrica. Non manca un capitolo sulla normativa di riferimento per i genitori (astensione obbligatoria e volontaria dal lavoro, le certificazioni per la malattia del bambino, i sussidi e le agevolazioni di legge a supporto della famiglia, ecc.).

La guida vuole essere uno strumento a disposizione, una base da cui partire per costruire la propria sicurezza nell’essere il migliore genitore per nostro figlio.

Chiara Crivelli e Anna Bertoli




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