Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Parte la Buona Scuola

renzi buona scuola

Il Consiglio dei ministri approva il disegno di legge sulla riforma. Presente una delega al Parlamento per legiferare, tra l’altro, sugli organi collegiali. L’Age che ha seguito la conferenza stampa con una diretta twitter, pubblica le slides del governo e una sintesi dei provvedimenti

Il governo chiede al Parlamento la delega per legiferare su organi collegiali, sostegno, diritto allo studio, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni. Ma anche per la valutazione degli insegnanti e la riforma dell’abilitazione all’insegnamento. E la delega riguarderà anche la semplificazione del Testo Unico della scuola. Nel disegno legge di riforma La Buona Scuola, approvato stasera (12 marzo) dal Consiglio dei ministri, infatti, c’è una delega su cui dovrà pronunciarsi il Parlamento che da lunedì avrà a disposizione il testo. Nella conferenza stampa, che l’Age ha seguito con una diretta twitter sul proprio profilo @AGe_onlus, il premier Matteo Renzi ha sintetizzato il provvedimento in 10 punti. Mancando ancora il testo ufficiale del Ddl, l’Age pubblica sul proprio sito associativo le slides presentate dal governo in conferenza stampa

SCARICA LE SLIDES SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA:

http://www.governo.it/governoinforma/documenti/cdm_53/Buona_Scuola_12marzo.pdf

Tra le misure più attese e controverse negli ultimi giorni quella delle detrazioni fiscali per le scuole paritarie. “Viene riconosciutala libertà di scelta educativa. Ottocentomila famiglie potranno portare in detrazione parte della retta”, spiega il sottosegretario all’istruzione con delega alla parità scolastica Gabriele Toccafondi.  “La spesa per la scuola ha valore pubblico”, aggiunge, e “la detrazione fino a 400€ riguarderà le spese per frequenza della scuola sia statale che non statale per ogni figlio”. Si confermano, infine, i rumors delle ultime ore sulle detrazioni fino alle scuole medie, escludendo quindi le superiori.

Il disegno di legge consente di realizzare l’autonomia scolastica, assegnando maggiori strumenti ai presidi per gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito a partire dal prossimo anno scolastico attraverso un piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze più dannose, anno dopo anno, per la continuità della didattica. Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali.

Il dirigente sceglie la sua squadra. I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.

Piano straordinario e poi solo concorsi. Il ddl dà il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Al ministro dell’istruzione Stefania Giannini il compito di indicare i numeri: 100.701 insegnanti saranno assunti a settembre 2015, con un aumento del 9,8% dell’organico totale italiano. Dopo si torna ad assumere solo per concorso. “I precari saranno assunti – aggiunge Renzi – dalle graduatorie ad esaurimento. Per quello nelle graduatorie d’istituto ci sarà il concorso. Gli idonei non sono vincitori di concorso. Chiudiamo le graduatorie ad esaurimento per tutti, tranne per la scuola materna che riguardano circa 23mila docenti”.  Dalle graduatorie di istituto arriveranno insegnati solo per alcune materie come lettere alle medie o matematica.

Studiare per il futuro. Il disegno di legge prevede il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti anche con materie generaliste insegnate in lingua (il Clil). Vengono potenziate poi arte, musica, diritto, economia, discipline motorie. Nella Buona Scuola viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita e si guarda al futuro attraverso lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti: pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media, artigianato digitale. Alle superiori, il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti, che quini potranno scegliere le discipline non fondamentali attraverso il curriculum dello studente.

Scuola-lavoro e digitale. Almeno 400 ore di alternanza scuola-lavoro nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. Una vera rivoluzione quella dei licei, richiesta da più parti in questi mesi. L’alternanza si farà in azienda, ma anche in enti pubblici. A disposizione un fondo, a regime, di 100 milioni all’anno a partire dal 2016. Mentre 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.

Stop classi ‘pollaio’. I presidi hanno il potere di derogare alle regole attuali: utilizzando l’organico in modo flessibile potranno evitare la formazione di classi troppo numerose, le cosiddette classi ‘pollaio’.

Una Card per l’aggiornamento. Arriva la Carta per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero.

Un bonus per valorizzare i docenti. Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze destinato ai docenti. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola. Per il bonus vengono stanziati 200 milioni all’anno.

La Scuola trasparente. Viene istituito un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema di istruzione: bilanci delle scuole, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, curriculum degli insegnanti, incarichi di docenza.

Investire sul futuro con 5 per mille e school bonus. Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle singole scuole, andandosi a affiancare al sistema esistente. Di fatto, la platea a cui donare il 5 per mille del reddito si allarga alle oltre 40mial scuole statali oltra al no-profit, comuni, enti di ricerca, formazione e atenei, associazioni sportive.  Con lo school bonus, chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. Cambia l’approccio all’investimento sulla scuola: ogni cittadino viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema scolastico. Scatta poi, come spiegato sopra, la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo.

Un bando per le ‘Scuole Innovative’ e per i controlli. Sul fronte dell’edilizia scolastica il  ddl prevede un bando per la costruzione di scuole altamente innovative, dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, scuole green e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, coordinerà strategie e risorse per gli interventi. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti e i solai di oltre 20.000 scuole. “Protagonista del piano per l’edilizia scolastica è anche la semplificazione”, sottolinea a margine del Consigli odei ministri Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di missione per il coordinamento e l’impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione di edilizia scolastica di Palazzo Chigi. “Le programmazioni regionali – illustra – costituiscono il piano di fabbisogno e programmazione nazionale per il triennio 2015 – 2017 in cui confluiranno tutti i finanziamenti statali destinati ad opere di edilizia scolastica”.

Emanuela Micucci




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