Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Papa: Teoria gender frustrazione che cancella differenze sessuali

Francesco all’udienza del mercoledì torna sul tema: Non ci si sa confrontare con la differenza. Rimuoverla è un passo indietro: è il problema, non la soluzione

No alla teoria del gender. E’ tonato a ripeterlo forte Papa Francesco oggi (14 aprile) durante l’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro, dedicata “a un aspetto centrale del tema della famiglia”, ha spiegato il Pontefice: la creazione dell’uomo e della donna e il sacramento del matrimonio.

In particolare, ho annunciato Francesco, “questa catechesi e la prossima riguardano la differenza e la complementarietà tra l’uomo e la donna”. Le due che seguiranno saranno sul matrimonio.

“La cultura moderna e contemporanea – illustra il Papa – ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo”. Per esempio, il Pontefice si domanda “se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa”.

“Eh, rischiamo di fare un passo indietro”, esclama Francesco. Poi, precisa: “La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione”.

“Per risolvere i loro problemi di relazione – aggiunge il Papa-, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”.

Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria – chiosa Francesco -, e lo è per tutti, non solo per i credenti”.

Quindi, un appello: “Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.

Emanuela Micucci




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