Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Modena – Ultimo incontro del percorso “Educare al Tempo di papa Francesco”

Venerdì 24 marzo si è tenuto l’ultimo incontro del percorso “Educare al Tempo di papa Francesco” organizzato dalla pastorale scolastica della Diocesi di Modena-Nonantola, in collaborazione con A.Ge. Modena 2014 e AGeSC.

ll relatore di questo incontro finale era Padre Luigi Territo, Gesuita del Centro Astalli Servizio per i rifugiati in Italia che ha tenuto una relazione sul tema dell’accoglienza dal titolo “Ponti o muri? Il confine sei tu”.

Il relatore ha raccontato e spiegato alcune esperienze che potrebbero essere spunti interessanti per realizzare percorsi nelle scuole. Ecco le parole del Padre gesuita.

“Il Centro Astalli si occupa di accogliere i rifugiati, anzi direi che si occupa di accogliere la Persona. Il Centro è formato da una mensa che può accogliere fino a 300 posti, un ambulatorio medico, una scuola d’italiano, quattro centri di accoglienza. I nostri ospiti spesso giungono da noi con profonde ferite oltre che nel corpo, anche nello spirito. Spesso hanno visto morire parenti e amici durante il viaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nostro Centro organizza incontri all’interno delle scuole perché i rifugiati possano raccontare cosa hanno vissuto, da cosa scappano. I ragazzi che incontriamo restano sempre molto colpiti. Inizialmente li guardano con distacco, alla fine dell’incontro i loro occhi cambiano rotta e li guardano come fossero eroi, fanno domande, stringono loro la mano spesso dicendo frasi come questa: “ti ammiro perché nonostante tutto quello che hai vissuto credi ancora nella vita”.

Noi cristiani dobbiamo essere capaci di raccogliere questa sfida passando dalla conoscenza di Gesù, alla ri-conoscenza, a riconoscerlo nuovamente nelle miserie che incontriamo. Oggi accade che quando incontriamo Cristo crocifisso nelle storie dei crocifissi del nostro tempo, non ci piace. Per questo dobbiamo partecipare all’Eucarestia facendoci provocare e giudicare dalla Parola di Dio. Occorre ragionare su tutto quello che ci sta accadendo con il Vangelo in mano ed esercitare il discernimento non sul se fare il Bene, ma sul come farlo. Dobbiamo riflettere sul fatto che la Terra non è nostra proprietà, ci è stata “prestata” dal Creatore e per questo dobbiamo imparare a condividerla con altri. Se non facciamo questo passaggio passeremo i secoli a combatterci per la conquista della Terra (è già accaduto, sta già accadendo in varie parti del mondo).

Il cristiano deve ricordare che Gesù si è presentato a noi come uno straniero, è nato sulla strada ed è morto in croce (la condanna che veniva data agli stranieri).

La nostra esperienza della “scuola d’italiano” è fondamentale. Noi non abbiamo un programma e amiamo dire che il programma sono loro, gli stranieri. La “scuola di italiano” si svolge all’interno di un istituto scolastico dove alla mattina studiano i ragazzi e nel resto della giornata andiamo noi con gli stranieri per insegnare loro la nostra lingua e favorire così l’integrazione. Non occorrono grandi competenze per fare questo, occorre solo il desiderio di avviare un cammino nel corso del quale le varie culture si incontrano per andare avanti insieme.

La pace deve essere il nostro orizzonte. Dobbiamo arrivare a vivere come fratelli, creare luoghi di accoglienza ed essere operatori di pace“.

 

di Elisa Rossini – Consigliere nazionale

 




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