Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Milano: “Lo Sportello per l’informazione sui diritti della famiglia nell’educazione culturale e scolastica dei figli”

A 6 mesi dalla sua apertura, avvenuta il 12 settembre 2016, si è ormai assestato l’ambito operativo dello “sportello famiglia” voluto dalla Regione Lombardia. All’iniziale attivazione di un numero verde e di una casella mail dedicata (strumenti tuttora attivi) per ricevere segnalazioni da parte delle famiglie sia su situazioni di disagio relazionale che su controverse attività educative svolte nelle scuole, da alcuni mesi è stato attivato anche il sito www.sportellofamiglia.org dove sono reperibili informazioni e news di vario genere, sempre attinenti allo scopo dello Sportello Famiglia.

Significativi sono i dati finora raccolti circa l’utilizzo del sito, che per la ricchezza di documenti e per la varietà di sezioni da visitare, comincia a costituire un valido strumento informativo.

In proposito va evidenziato che anche la sezione “libri di testo” va popolandosi di segnalazioni circa i libri che i genitori, fra poche settimane, vedranno proporsi in adozione per il prossimo Anno Scolastico. Ogni libro è corredato di una scheda informativa e di un giudizio critico circa i suoi contenuti.

Torniamo adesso alla genesi della scelta di attivare lo Sportello famiglia.

Questo servizio, come ha spiegato Cristina Cappellini, assessore della Regione Lombardia alle Culture, identità e autonomie, nasce dalla volontà di rispondere “alle richieste arrivate soprattutto in questi ultimi anni da coloro che, come noi, hanno a cuore la difesa della famiglia naturale, dei diritti dei bambini e del principio di libertà di educazione in capo alle famiglie”. Esso si pone come un aiuto valido per i genitori che vogliono trasmettere ai propri figli il valore della famiglia naturale e al contempo occasione per segnalare situazioni di disagio.

 

Dopo le polemiche delle prime settimane, sollevate da alcune forze politiche e dalle associazioni che fanno riferimento al variegato mondo “Lgbt” (che si erano scagliate contro l’iniziativa parlando sbrigativamente di “call center anti-gender), lo Sportello sta dando vita a un servizio a tutela del primato educativo dei genitori, come riconosciuto dall’articolo 30 della Costituzione Italiana.

Il servizio è incentrato su attività di counseling ed è orientato ad approfondire le tematiche esposte, a fornire riferimenti normativi relativi ai problemi posti, a indicare enti pubblici o privati a cui rivolgersi per trovare risposte adeguate, a conoscere e capire i contenuti delle attività curriculari/extracurriculari che vengono proposti nelle scuole. Questo servizio viene garantito da professionisti in grado di svolgere un primo dialogo con la famiglia per focalizzare il problema posto. Un’equipe di esperti di varie discipline – legali, medici, pedagogisti, psicologi, eccetera – subentra successivamente per offrire un valido aiuto alla famiglia nelle azioni concrete che, casso per caso, vengono suggerite.

Come ha ricordato l’assessore Cappellini lo scopo dello sportello è anche quello di “fronteggiare eventuali casi di forme di disagio nel percorso educativo degli alunni”. Sappiamo bene che tali forme di disagio si generano e si manifestano anche negli ambienti scolastici, riverberandosi di conseguenza nell’ambito familiare, e viceversa. Cerchiamo di aiutare le famiglie a leggere questi fenomeni e a esercitare pienamente il loro preminente ruolo educativo, anche nei confronti delle istituzioni scolastiche, chiamate a rispettare le scelte educative delle famiglie stesse.

Un tema, questo, che resta sempre caldo, mentre siamo in attesa che il Ministero dell’Istruzione renda note le linee guida sull’applicazione del comma 16 della cosiddetta “Buona scuola” (il Miur si era inizialmente impegnato a comunicarle alle associazioni dei genitori entro l’estate scorsa).

La partecipazione dei genitori negli organi scolastici è fondamentale per un sereno percorso formativo dei propri figli. Le tensioni nate nei mesi scorsi intorno ai preoccupanti contenuti delle citate “linee guida”, come riportato da alcuni organi di stampa, fanno emergere l’esigenza di rinsaldare e rilanciare un nuovo Patto di corresponsabilità educativa che solleciti i genitori e gli organi scolastici a parlarsi e capirsi, per evitare sconsiderate fratture dettate dalla scarsa conoscenza o, peggio, da disinformazione. Non vogliamo immaginare che le scuole prevarichino le scelte educative delle famiglie.

Se affermiamo che la responsabilità educativa stia in primis in capo alla famiglia, come ricorda anche la nostra Costituzione, ne discende che se alcuni progetti della scuola contrastano con la scala di valori che ogni famiglia legittimamente custodisce e intende trasferire ai propri figli, occorre trovare le forme per rendere concreto il Patto di cui si è detto prima. È necessario quindi che tali progetti siano conosciuti e abbiano il deliberato consenso preventivo delle famiglie. Un po’, mi si passi l’esemplificazione, come avviene con l’insegnamento della religione cattolica: alle famiglie non interessate viene offerto l’esonero per i propri figli o attività alternative. Ovviamente, per valutare l’azione più adeguata, occorre distinguere se tali progetti facciano parte dell’attività curriculare o extra-curriculare della scuola interessata.

 

Giuseppe Angelillo

Presidente AGE – Milano Provincia




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