Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Mattarella: Politiche per la famiglia

sergio_mattarella-744x445Belletti (Forum Famiglie): In Italia mancano 15 miliardi per la famiglia. Messaggio del Presidente della Repubblica per la XXI Giornata internazionale della famiglia:  la Costituzione indica la famiglia come ‘società naturale’ e ne fa un soggetto di diritti e tutele. Bruni (economista): L’Europa ha il 40% della spesa per il welfare, radice anche del 20% del Pil

Attuare politiche dirette ed esplicite per promuovere la famiglia, soggetto sociale di primario interesse pubblico”. Lo chiede il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai legislatori e agli amministratori in occasione della XXI Giornata internazionale della famiglia, il 15 maggio scorso, in un messaggio inviato al presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti. “Si avverte, dunque – aggiunge – Mattarella-, il bisogno di porre la famiglia al centro delle politiche sociali”. Impietoso da questo punto di vista il confronto con l’Europa. Come ricorda Belletti: alla famiglia mancano 15 miliardi.

 

Proclamata dall’Onu nel 1994, la Giornata Internazionale della Famiglia, spiega Mattarella, “ci offre ogni anno l’occasione per svolgere una riflessione approfondita sullo stato di salute delle famiglie italiane sulle quali è scaricato notevolmente il peso della crisi economica e occupazionale”. Anzi, “la famiglia – nota Mattarella -, facendosi spesso carico di insufficienze da parte dei pubblici servizi, fornisce un contributo decisivo alla società italiana”. In particolare in questi anni di crisi, nei quali “ha svolto un prezioso compito di ‘ammortizzatore sociale’ in materia di assistenza, di accoglienza, di educazione, di integrazione e, persino, di coesione sociale”.

Del resto, osserva Belletti, “se si confronta la percentuale di Pil investito nelle politiche per la famiglia l’Italia presenta uno spread rispetto alla media europea di un punto percentuale: noi spendiamo l’1,4% mentre l’Europa in media dedica il 2,4%”. La differenza sono tra i 15 e i 17 miliardi che “mancano alle politiche della casa, al sostegno diretto ai nuclei con figli, alle politiche per il lavoro giovanile”, al sostegno agli anziani non autosufficienti che per i tre quarti sono curati in famiglia.

Eppure, è il Presidente della Repubblica a precisare che “la Costituzione italiana indica la famiglia come ‘società naturale’ e ne fa un soggetto di diritti e un destinatario di specifiche tutele sul piano economico, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.

E “un Paese che riduce la spesa a sostegno della famiglia si impoverisce anche economicamente”, dichiara l’economista Luigino Bruni, spiegando che “l’Europa ha il 40% della spesa per il welfare, una percentuale che è alla radice anche del 20% del Pil: le spese a sostegno della famiglia, e quindi di scuola e sanità, sono investimenti prima che costi”.

Non solo. “Nelle periferie esistenziali del nostro paese – prosegue Mattarella -, laddove le relazioni sociali appaiono sempre più sfilacciate, spesso la rete familiare costituisce l’unica presenza significativa”. “Questo aspetto – conclude – non esaurisce, naturalmente, la sua funzione all’interno di una società ordinata che tocca aspetti ineludibili che attengono alla sfera degli affetti, della solidarietà, della trasmissione di valori, dell’altruismo e del rapporto tra generazioni”.

Emanuela Micucci

 

 




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