Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

La scuola sotto stress

Si devono rivedere gli atteggiamenti con cui ci si pone di fronte alla scuola iniziando ciascuno a mettere in atto azioni virtuose contagiose.

Nell’era dei social e dell’informazione direi quasi morbosa, dove l’apparire e “postare” minuziosamente ogni momento e vicenda personale sembra la smania che ha creato dipendenza non solo nelle giovani generazioni, ci imbattiamo nelle ultime settimane in immagini e notizie a dir poco sconcertanti di insegnanti vessati e umiliati da studenti che giocano a fare i bulli a scuola.

D’istinto ci si chiede: cosa succede? Dov’è finita la scuola in cui impegno e disciplina sono sempre state le parole d’ordine? E qui l’esercito che si scaglia contro le istituzioni, la scuola e gli insegnati inadeguati e impreparati, i genitori menefreghisti ed assenti, i Dirigenti scolastici preoccupati solo a far quadrare il bilancio e la burocrazia degli Istituti Comprensivi a loro affidati, arruola fiumi di persone pronte a scagliarsi contro tutto e tutti stracciandosi le vesti ad ogni nuovo episodio trasmesso da TV e giornali.

Siamo proprio sicuri che questa sia la foto che ritrae fedelmente la nostra scuola Italiana? Senza voler sminuire la gravità degli episodi, si potrebbero portare innumerevoli esempi di scuole e classi, dislocate in tutto il territorio nazionale, dove gli insegnanti si sono guadagnati il massimo rispetto e la stima dei loro alunni, e le lezioni si svolgono in modo sereno e regolare. Perché non se ne sente parlare? Che ruolo hanno in tutto ciò i mezzi di informazione?

A mio avviso allora siamo di fronte a dei sintomi di una malattia molto più grave che non interessa solo la scuola, gli alunni o le famiglie che stanno alle spalle di questi alunni, ma un po’ tutta la nostra società contemporanea. Direi che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza educativa a 360°, ove quasi nessuno si può dire esente da colpe o responsabilità.

Da sempre i bambini e le giovani generazioni imparano e crescono assorbendo da ciò che vedono e vivono nell’ambiente che li circonda, ma se li bombardiamo continuamente con immagini e programmi intrisi di violenza, soprusi e angherie di ogni tipo, e diamo loro come compagno di giochi, fin dalla più tenera età, uno smartphone di ultima generazione dove può passare veramente di tutto, come possiamo poi stupirci quando accadono fatti come questi?

Gli atteggiamenti allora possono essere due: continuare a scandalizzarci ad ogni nuovo episodio per poi proseguire il nostro tran tran quotidiano come se la cosa non ci riguardasse, oppure ognuno di noi iniziare nel suo piccolo a mettere in atto tutte quelle azioni ed atteggiamenti virtuosi che contagiando l’ambiente circostante, inizino un processo in contro tendenza.

Nella scuola troviamo sempre più insegnanti disorientati, spesso senza il sostegno dei genitori che, in alcuni casi, possono divenire pure loro ostili o addirittura aggressivi.

Dall’altra parte, la componente genitori, soffocati dalla vita frenetica, che spesso non riesce ad interagire con gli insegnanti, sempre più arroccati nella difensiva.

Se andiamo poi a vedere quelle realtà, che grazie a Dio sono ancora presenti, ove le cose funzionano bene, ci accorgiamo che il corpo insegnante (Dirigente compreso) e genitori (quasi sempre coordinati in associazioni o comitati), hanno stretto un’alleanza educativa atta a promuovere quella collaborazione e fiducia reciproca che sono alla base della crescita equilibrata e del sano apprendimento degli alunni nella scuola.

Sta a noi accettare la sfida o gettare la spugna senza puntare il dito contro nessuno.

Siro Cattelan

Presidente A.Ge. (Associazione Italiana Genitori) Regione Veneto

Articolo pubblicato il 10 maggio su settimanale diocesano

 




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