Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

La femminista: Elton John distrugge la maternità

Eltpon JohnIl cantante ha fatto registrare all’anagrafe il suo compagno come “madre” dei loro due bambini nati con utero in affitto. In Gran Bretagna maternità surrogata legalizzata nel 1985 ed esplosa dal 2010 quando il governo l’ha consentita alle coppie omosessuali. Ma molti vanno in India dove l’utero in affitto è un business. Greer: Dietro c’è l’industria della fertilità

Elton John e il compagno David Furnish, registrandosi il primo come “padre” e il secondo come “madre” sul certificato di nascita dei figli Zachary, quattro anni ed Elijah, due, avuti da una madre surrogata, «hanno svilito la maternità e rischiano di distruggerla». Chi lo dice è una delle voci più autorevoli del femminismo, la giornalista e scrittrice australiana 76enne Germaine Greer, che da molti anni risiede nel Regno Unito.

«Sir Elton e “sua moglie” – ha detto la scrittrice qualche giorno fa al festival letterario di Hay – hanno specificato sui certificati di nascita che David Furnish è la madre. Questo dà l’idea di quanto il concetto di maternità sia ormai vuoto, andato». La Greer ha poi spiegato che ormai «ci troviamo in una situazione in cui abbiamo una madre genetica anonima che fornisce gli ovociti, e non sa che fine fanno. È quello che le donne vogliono? Non credo proprio, le donne ci tengono. Un ovocita non è come lo sperma, non ne produciamo 400 milioni, ce n’è uno buono ogni mese». Com’era immaginabile, i commenti della storica leader femminista hanno scatenato un acceso dibattito in Gran Bretagna dove la maternità surrogata è legale da trent’anni ma non è permessa se a scopo di lucro. Le madri surrogate possono ricevere un rimborso spese perché portare in grembo un bambino per nove mesi per un’altra persona è considerato un gesto altruistico. La legge garantisce inoltre i diritti di maternità alla donna che partorisce il bambino fino a che un giudice non decide di emanare il cosiddetto “parental order” autorizzando la consegna del bambino alla coppia che l’ha ordinato.

utero affitto Ma se la madre surrogata decide, anche all’ultimo minuto, di tenere il neonato può farlo. È per questo che, pur essendo legalizzata la pratica, molte coppie inglesi scelgono di rivolgersi a una delle cliniche in India dove l’utero in affitto è divenuto un vero e proprio business e le coppie hanno la garanzia di essere riconosciute come “genitori” sin dalla stipula del contratto con la madre surrogata, costretta a cedere ogni diritto sul piccolo.

«L’India – spiega Jackson Kirkman-Brown, professore di Biologia umana riproduttiva all’Università di Birmingham – è vista in molti casi come la soluzione al problema. Su Internet le cliniche indiane vengono pubblicizzate come paradisi sanitari guidati da seri professionisti dove le madri surrogate sarebbero sane e felici di quello che fanno. Ma l’industria della maternità surrogata in India e in altri Paesi asiatici è senza regole certe e crea gravi rischi per la salute delle donne e i potenziali genitori che entrano in un mercato dai contorni indefiniti». Ora arriva l’insospettabile voce di Germaine Greer, secondo la quale le spinte per distruggere il concetto di maternità si sono già spinte troppo oltre e l’intera questione è stata distorta dall’industria della fertilità. «Mi viene il sospetto – aggiunge l’attivista celebre per le sue battaglie negli anni Sessanta – che l’aborto in questo Paese sia stato approvato solo perché l’industria della fertilità ne aveva bisognoDi certo non è avvenuto grazie alle nostre marce: volevano permetterci di porre fine alle gravidanze per controllare a comando i prodotti del concepimento. La stessa cosa sta accadendo ora con la maternità surrogata».

GermainecropElton John e David Furnish non hanno risposto agli attacchi della Greer. Trattamento ben diverso era stato riservato agli stilisti Dolce e Gabbana, che come si ricorderà avevano criticato – riferendosi proprio al cantante inglese e al suo compagno – la produzione di «figli sintetici». La Greer si è scagliata anche contro la fecondazione artificiale: «Ti fanno la stimolazione con gli ormoni per ottenere una maggiore produzione di ovociti – ha proseguito – e quelli utili li mettono a disposizione. In alcune cliniche ti è possibile sapere che fine fanno i tuoi ovociti, in altre no. E spesso ti fanno lo sconto per la fecondazione in vitro perché i tuoi ovociti scartati sono stati utili a un’altra coppia. Scusate, ma abbiamo mai parlato di questo? Ci siamo mai chiesti che significato ha un ovocita per una donna?».

Se Elton John e il compagno sembrano sinora aver ignorato la Greer, molti altri in Gran Bretagna hanno condiviso le sue parole: «Se un uomo può essere riconosciuto sul certificato di nascita come “madre” allora anche una donna dovrebbe essere riconosciuta come “padre” – spiega Alan Nicholson, bioeticista all’Università dell’Essex –. Ma un uomo non potrà mai essere una essere una madre…». La maternità surrogata è stata legalizzata in Gran Bretagna nel 1985, e fino a quattro anni fa vi faceva ricorso in media una cinquantina di coppie l’anno. Un numero che è quadruplicato nel 2010 quando il governo ha deciso di consentirla anche alle coppie dello stesso sesso. «Da allora – spiega Natalie Gamble, avvocato esperto in maternità surrogata – i numeri sono aumentati notevolmente e il trend è in crescita».

Elisabetta Del Soldato

(“Avvenire”, 28 maggio 2015)

 




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