Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

LA COMUNICAZIONE, I MEDIA E IL PARADOSSO DELLA TUTTOLOGIA.

… come dare un senso all’educazione.

A proposito della trasmissione “alla lavagna” di Rai 3 con Luxuria.

Sulla scia del clamore mediatico che ha messo sotto processo il programma “Alla Lavagna” trasmesso su Rai 3, in seconda serata, con la lectio magistralis di Luxuria sul tema della transessualità, spiegata a studenti di età compresa fra i 9 e i 12 anni, crediamo sia molto importante guardare a come argomenti sensibili e delicati corrano il rischio di essere presentati in aule troppo “illuminate” anziché in aule volte a “illuminare”.

Partire da una semplificazione dei contenuti, è senz’altro una chiave d’accesso per aprire un dialogo che si fonda su una trama complessa come l’identità sessuale, ma è importante contestualizzarlo, per non renderlo una tela priva di cornice.

L’A.Ge, che da 50 anni dispiega la propria mission con l’orizzonte rivolto al benessere delle famiglie, non può che mettere al centro l’adeguatezza dell’adulto che quando intende rivolgersi ad una persona minore, ha il dovere di rispettarne la consapevolezza evolutiva.

Il pressapochismo e lo spettacolizzare a cui è esposta la società contemporanea non agevola di certo la crescita dei nostri figli! Interrelato alle dinamiche del contesto in cui è inserito, lo sviluppo del bambino è un processo, ed è compito dell’adulto saperlo accompagnare responsabilmente nella propria scoperta, anche di tipo sessuale.

Discipline quali l’epistemologia, l’antropologia, la storia, la sociologia, la neuropsichiatria infantile, la psicanalisi e la psicologia hanno provato a mettere in luce l’importanza del concetto di narrazione, non solo per assegnare e trasmettere significati, ma per dare forma al disordine delle esperienze (Eco, U. 1994). È indiscusso che la narrazione aiuta lo sviluppo cognitivo, affettivo ed etico-valoriale, ma ricordiamoci di predisporre la narrazione partendo, innanzitutto, dai contesti educativi preposti come le aule di scuola, che in base all’età evolutiva, grazie al lavoro integrato degli esperti, possono costruire sentieri di prevenzione primaria per dare senso anche  all’educazione affettiva.

Il buon senso quindi potrebbe essere la parola d’ordine!

Serena Zurma – Rosaria D’Anna

#associazionegenitoriage

 




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