Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

La Buona Scuola secondo i genitori

Presentati al Miur i risultati della consultazione. Il 20% dei 130mila questionari compilati è delle famiglie, che chiedono nuovi organi collegiali, più autonomia, merito per i docenti, investimenti. Giannini: riforma organi collegiali mancava, ci lavoreremo.

 

School Vision_RvM_0257Riforma degli organi collegiali, merito nella carriera dei docenti, più autonomia nell’offerta formativa, investimenti nell’istruzione. Questa la Buona Scuola secondo i genitori che hanno partecipato alla consultazione sulla proposta di riforma della scuola del governo Renzi. A presentare i risultati del questionario online e dei dibattiti sul territorio, a cui ha partecipato complessivamente un milione e 800mila persone tra il 15 settembre e il 15 novembre, è stata il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, ieri pomeriggio (15 dicembre), nella sede del dicastero (www.labuonascuola.it).

Se gli accessi al sito dedicato alla consultazione sono stati 1 milione e 300mila, i partecipanti online totali sono stati 207mila tra chi ha risposto al questionario, chi ha inviato proposte e risposto a queste, i posizion paper , i commenti senza autenticazione e le email. In particolare a rispondere al questionario sono stati 130mila italiani, di cui il 20% genitori. La parte da leone, infatti, l’hanno avuta i docenti che da soli rappresentano il 54,8% dei partecipanti al questionario online. Decisamente indietro gli studenti, che tuttavia rappresentano uno spicchio maggiore rispetto agli dirigenti scolastici. C’è poi chi si è presentato come “cittadino”, chi come “nonno”, a cui va aggiunto un 18,6% di una generica categoria “altro”. L’età più rappresentata è stata quella dei 40enni, seguita dai 50enni e 30enni.

Analizzando le risposte date dai genitori ne esce la fotografia della buona scuola che vorrebbero. Le famiglie sono, insieme con i dirigenti scolastici (87%), i più convinti sostenitori di una carriera dei docenti in cui la valutazione ne modifichi la retribuzione: il 70% è d’accordo. Meno favorevoli gli insegnati (64%) e gli studenti (56%). Ma, dovendo scegliere il criterio per determinare la crescita stipendiale dei docenti, gli alunni e i genitori sono quelli più a favore a utilizzare solo il merito, sebbene circa il 40% delle famiglie e il 25% degli studenti preferisca un sistema misto in cui si prenda in considerazione oltre al merito anche l’anzianità di servizio.

Tutti d’accordo invece nella necessità di cambiare gli organi collegiali, che incassa ben 89% dei consensi, quasi un plebiscito, con i dirigenti maggiormente a favore. “La riforma degli organi collegiali è uno tra i temi più usciti soprattutto nei dibattiti sul territorio, ma che era assente nel documento La Buona Scuola: è uno dei punti che metteremo a fuoco”, dichiara Giannini a margine della presentazione. Lasciando intuire una prossima riforma degli organi collegiali, che se raccogliesse le sollecitazione emerse dal questionario vedrebbe una maggiore partecipazione dei genitori, una dirigente scolastico per ogni scuola, la modifica delle funzioni più che della composizione degli organi collegiali, compiti più chiari e poteri più bilanciati.

Tra le nuove competenze che la scuola dovrebbe sviluppare, il piano del governo prevedeva il pensiero computazione che incassa il favore del 63% dei genitori e addirittura del 60% dei nonni, più innovatori dei docenti che segnano un più moderato 43% di consensi. “I genitori vogliono veramente che si investa di più nella scuola e lo desiderano più di ogni altro: più dei presidi, degli insegnati, degli Ata, degli studenti”, osserva Donatella Solda-Kutz del Miur, illustrando i risultati.

Famiglie, dirigenti e alunni chiedono, inoltre, più libertà alle scuole nel modulare la propria offerta formativa. In particolare i genitori vorrebbero un cuore di discipline di base e autonomia sul resto. Del resto, il 55% del totale dei partecipanti al questionario chiede più autonomia. Gli studenti sono maggiori sostenitori del sistema “all’Americana” dove ciascun alunno sceglie il proprio curriculo. Più orientati al sistema attuale i docenti, come il 39% del totale: quindi, omogeneità nazionale e spazio per l’autonomia. Meno del 10% degli italiani invece vorrebbe un curricolo nazionale. Di fronte alla possibilità di cambiare i cicli scolastici, poi, la maggior parte delle persone al massimo apporterebbe interventi mirati. Poco il gradimento per la riduzione della durata complessiva del percorso di studi, ancora più basso quello per la generalizzazione della scuola d’infanzia.

 

di Emanuela Micucci




Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Abbiamo aggiornato l'Informativa secondo la "EU Cookie Law". Puoi continuare ad utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccare su "Accetta" permettendo il loro utilizzo.

Chiudi