Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

INDAGINE NAZIONALE SULLA SALUTE SESSUALE E RIPRODUTTIVA DEGLI ADOLESCENTI

 

 

 

 

 

 

 

A.Ge. Modena: CONSIDERAZIONI A PROPOSITO DELL’INDAGINE NAZIONALE SULLA SALUTE SESSUALE E RIPRODUTTIVA DEGLI ADOLESCENTI

Nel prossimo anno scolastico le seconde classi dei ragazzi che frequenteranno la secondaria di secondo grado potrebbero essere estratte per la partecipazione ad una rilevazione statistica che si svolgerà mediante somministrazione di un questionario agli studenti da compilare on line, utilizzando i pc dei laboratori scolastici.  La compilazione avverrà in forma anonima in quanto riguarda tematiche delicate e sensibili. L’iniziativa è promossa dal Ministro della salute in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, nell’ambito delle iniziative del piano della fertilità, per  verificare gli atteggiamenti e i comportamenti degli adolescenti rispetto alla salute sessuale e riproduttiva.

Il questionario è composto da ventiquattro domande di cui alcune si sviluppano in più quesiti, organizzate in quattro sezioni: Conoscenze, Comportamenti, Atteggiamenti, Fonti di informazione. Al termine si trovano alcuni quesiti di tipo socio demografico per esplorare l’età dello studente, dei genitori ed il loro livello  di istruzione. Nella breve introduzione rivolta agli studenti si parla di uno studio sulla fertilità che coinvolgerà la popolazione ed in particolare i giovani ed il personale sanitario e che a questo scopo si cercano informazioni  sulla salute sessuale e riproduttiva.

A prima vista il primato educativo è preservato prevedendo la necessità del consenso informato  dei genitori e ci auguriamo che la scuola curi con precisione questa fase fornendo a tutte le persone coinvolte, come previsto, ogni informazione possibile.

Il questionario è lo strumento operativo di un protocollo esplicativo rispetto ad obiettivi, metodi e organizzazione dell’indagine. In tale documento si analizza il problema della denatalità e la forte difficoltà a garantire il ricambio generazionale fornendo dati rilevanti e sollevando considerazioni sulle serie conseguenze sociali di questa situazione. Sempre nel protocollo di riferimento si accenna alla necessità di politiche sanitarie ed educative per la tutela della fertilità. Da qui, in base al documento, scaturisce la necessità di raccogliere dati sui comportamenti degli adolescenti. Questo genera alcune aspettative sulle domande che saranno rivolte ai ragazzi e che esploriamo un po’ per sintesi. Nella sezione Conoscenze su nove domande, 5 trattano la definizione di fertilità, la fase mensile in cui è più facile rimanere incinta, i fattori di rischio che aumentano o riducono la fertilità con differenze tra uomo e donna, 4 riguardano la contraccezione e le malattie sessualmente trasmissibili. Non c’è una sola domanda sulla consapevolezza del momento in cui inizia una nuova vita, nessun accenno o quesito sulle conoscenze di base dello sviluppo embrionale o al parto. Forse vengono date per scontate o sono considerate non interessanti ai fini di un indagine sulla fertilità.

Manca un quesito che indaghi la consapevolezza  che a seguito del concepimento  una nuova persona è presente, mentre sarebbe interessante conoscere a che livello è questa percezione negli adolescenti.

“Comportamenti” è la seconda sezione che  contiene uno o sette quesiti a seconda della risposta al primo. Viene chiesto agli adolescenti se hanno avuto rapporti sessuali o no; se la risposta è no la sezione è finita, non interessa alcun altro comportamento ai fini di una preparazione alla propria futura ed auspicabile fertilità e funzione genitoriale, se invece la risposta è sì, viene indagata l’età, la tipologia dei rapporti, il numero dei partner con cui si hanno avuti rapporti sessuali negli ultimi tre mesi l’attenzione ad evitare gravidanze e malattie sessualmente trasmissibili.

Sembra si dia per scontato che i quindicenni abbiano rapporti e con molteplici partner e non sfugge il consueto abbinamento logico al fatto che la gravidanza, come le malattie sessualmente trasmissibili, sia sempre un evento quanto più possibile da evitare.

Nessuna domanda rispetto alla valutazione positiva di una eventuale gravidanza distinguendo tra ragazzi e ragazze (ex. se succedesse cosa proveresti, a chi ti rivolgeresti per condividere o chiedere aiuto?)

Ovviamente  nessuno si augura l’aumento di gravidanze precoci, ma non è nemmeno opportuno che si sedimenti nelle menti e nei cuori dei ragazzi solo un’idea negativa su un evento così importante per la loro vita senza alcuna possibilità di esito positivo nel caso in cui si verificasse.

Sorgono spontanei dubbi sul reale intento della rilevazione statistica.

L’immancabile elenco di tutti i contraccettivi possibili, per fugare ogni dubbio sulla loro conoscenza, come pure il modo di porre gli altri quesiti, tradisce una concezione banalmente fisico/meccanicistica (ad esempio ricorrere al coito interrotto significa fare retromarcia), ma svela anche una pesante imprecisione sulla cosiddetta contraccezione d’emergenza tralasciando che se assunta a concepimento già avvenuto può avere effetti abortivi che non sono trascurabili almeno a livello di conoscenza di base imprescindibile. Nella sezione dedicata agli atteggiamenti in cinque quesiti si liquida l’universo dei possibili comportamenti adolescenziali, e se da un lato si cerca positivamente  di approfondire il tema della confidenza familiare, sul tema della sessualità rispetto al loro futuro di genitori si chiede solo se è un’opportunità considerata e quale sarebbe l’età giusta.

Nessun approfondimento sul numero di figli che si pensa/sogna di avere in un’età ancora libera da condizionamenti economico/organizzativi, nessun quesito sulla percezione dell’esperienza genitoriale né sulla consapevolezza dell’importanza sociale del ruolo attraverso cui si dona alla società una nuova persona che porterà ogni suo dono nel mondo. Forse gli aspetti progettuali e valoriali sono considerati statisticamente irrilevanti o non misurabili. Secondo noi non è così e anche un questionario, per quanto elaborato in modo imparziale, svela una concezione degli argomenti che tratta.

L’impressione è che i nostri adolescenti ne escano come abitudinari dei rapporti sessuali e dell’utilizzo di contraccettivi, sempre a rischio di malattie varie, mai pronti a ricevere input verso un comportamento virtuoso, al di là delle ripetitive ed ormai ridondanti raccomandazioni sull’uso del profilattico. La relazione affettiva non ha alcuna rilevanza, nessun accenno ai sentimenti, all’importanza di un legame relazionale solido alla base di un’esperienza così importante come quella genitoriale e questo avviene se non li riteniamo persone a 360° e consideriamo solo il corpo. La sessualità sembra un esercizio ginnico come risposta ad un istinto imprescindibile senza possibilità di porsi domande, tipico delle creature animali. Ci pare che questa modalità di rappresentare la fertilità ai ragazzi da parte del Ministero della salute e del Ministero dell’istruzione non restituisca a loro e al Paese la giusta percezione del loro valore e rinunci a collocare anche le nozioni puramente scientifiche, oltre che i comportamenti, in un orizzonte di senso.

Insomma questo ingente lavoro ha una stranezza: il questionario, strumento operativo di un protocollo “ragionato” e motivante sembra andare nella direzione opposta ad esso. Nel protocollo si descrive anche tutta la “macchina organizzativa” per realizzare la rilevazione dati: corsi di formazione, definizione di referenti nelle scuole, tutorial per gli insegnanti, coinvolgimento del Ministero della salute, del Miur, delle Regioni e non solo; davvero risorse importanti per affrontare il tema della denatalità che però non è minimamente citato né nel questionario, né nella breve introduzione ad esso. Sarà così per non influenzare i ragazzi e le loro risposte?

Leggendo ancora il protocollo si scopre che, al termine della compilazione,  il sistema visualizzerà messaggi  di “promozione della salute” che stimoleranno la discussione sui temi affrontati e questo sarà il momento “più alto” perché da quei messaggi si svelerà il vero obiettivo di questa imponente operazione ed i veri contenuti che si auspica i ragazzi interiorizzino. Trattandosi di affrontare il gelido inverno demografico dei nostri tempi il “sistema” ricorderà ai ragazzi l’importanza che avrà l’esperienza genitoriale nella loro vita?  Sottolineerà la preziosità di ogni persona fin dal concepimento, inviterà i ragazzi a comportamenti virtuosi in ogni ambito della loro vita per prepararsi all’età adulta ed al ruolo di genitori?  Speriamo sia così perché se i messaggi riguardassero l’uso dei contraccettivi e l’attenzione doverosa rispetto alle patologie sessualmente trasmissibili si aprirebbe un triste sipario e si svelerebbe che la denatalità non è il focus di tutto questo lavoro. Ci domandiamo inoltre se è  previsto il consenso informato anche per questi messaggi perché non è chiaro.  Sarebbe infatti importante che i genitori venissero informati sulla mentalità che sarà veicolata, sui contenuti che stanno a cuore ai ministeri per capire se la linea educativa ha qualche tratto di corrispondenza con quella scelta dalla famiglia oppure no e vorremmo  anche parlarne coi nostri ragazzi.

Essi possono scegliere autonomamente di non partecipare se non interessati, è comunque necessario da parte dei genitori compilare il modulo, indicando la propria scelta.

Per decidere come comportarsi nel caso in cui la classe dei propri figli fosse selezionata come parte del campione, sarà molto utile il confronto all’interno della coppia genitoriale e con i figli per mettere in luce gli equivoci, poi ogni famiglia prenderà la decisione al proprio interno difendendo la possibilità di farlo nel caso in cui fosse messa in discussione dalla scuola o non fosse proposta.

Opportuno ed efficace  sarà anche il confronto tra più famiglie in contesti amicali, davanti alla scuola,  nell’ambito di associazioni di genitori perché lì una riflessione/perplessità può farsi coro, un coro che infastidisce, che pretende di far ascoltare la propria voce, che chiede conto, che restituisce ai piani alti la reale consapevolezza della dignità dei propri figli e del valore del loro futuro, anche futuro genitoriale.

Per maggiori informazioni e per avere copia del questionario con l’allegato protocollo potete scrivere al seguente indirizzo e mail: agemodena2014@gmail.com.

Maria Bonazzi

Elisa Rossini

 




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