Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

IL RISCHIO EDUCATIVO CHE NESSUNO VUOLE PIÙ

Rifletto da giorni sul fatto che siamo circondati da tantissimi venditori di sicurezze. Sarà che è così evidente che siamo tutti un po’ più insicuri, ed il mercato del “non ti preoccupare che tu sei forte” è in grandissima ascesa.

Vorremmo eliminare i rischi, essere efficienti, tendere alla perfezione di non si sa bene di quale modello di vita. Un modello figo, uno di successo, come si vede nelle trasmissioni del pomeriggio televisivo oppure in questi reality fasulli e frivoli, finti più della plastica che almeno, se riciclata, ha la sua utilità.

E invece vivere comporta i suoi rischi, si sbaglia e pure tante volte, e se abbiamo qualcuno che ci tende una mano si riparte. Il fallimento è allora il paradigma di un vincente, di uno che ha deciso di mettersi in gioco, di provarci fino in fondo.

Ed a me che sono genitore ed educatore lo ripeto ogni giorno, come un mantra, che non bisogna avere paura e lasciarli andare. Ed è dura perché bisogna fidarsi.

La fiducia però è una cosa difficile, richiama ad un rapporto intimo con se stessi, misterioso, segnato delle rughe e lacrime vissute, delle carezze e delle parole che ci hanno riempito di sogni. E’ un solco che qualcuno ha tracciato davanti a noi, sul quale noi ci incamminiamo senza ragioni seguendo un istinto innato. Dare fiducia ad un ragazzo significa illuminare il suo coraggio, credere in lui come fossimo gli specchi del mago di OZ, sentire di dare un’occasione, di accompagnare verso il volo, di accarezzare insieme il sogno di un giovane che diventa vita.

Tutto molto bello! E quando il ragazzo sbaglia? Ti trasdisce? Non onora la sua parola?

Si deve ripartire, e per farlo occorre saper guardare lontano oltre il momento di amarezza. Ma guardare lontano richiede una fiducia nella vita di cui l’adulto deve aver fatto esperienza. Ci chiede a noi più grandi sempre di metterci in gioco. Ed è una gran fatica soprattutto se non sei allenato.

E allora noi tutti educatori non improvvisiamoci sulla partita della fiducia, alleniamoci insieme. Non c’è cosa più importante che essere per un adolescente il suo trampolino di lancio, la mano che lo rassicura, il coraggio che lo rincuora.

Quel ragazzo sarà un uomo con un sorriso in più.

 

Luigi Pietroluongo, Volontario A.Ge. Cassino




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