Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

IL MIO RICORDO DI GIOVANNI BONVINI

Sabato mattina stavo pensando agli impegni della settimana entrante ed in particolare all’incontro del Forags Emilia Romagna, fissato per giovedì 24 maggio. Sono rappresentante di A.Ge. in Forags da due anni, appoggiata, sostenuta e anche molto, direi, coccolata, da Giovanni, guida e amico. Perciò nel pensare a quell’appuntamento, subito ho programmato di chiamare Giovanni per accordarci per la trasferta bolognese. Di solito ci incontriamo in treno, lui proviene da Fidenza, io salgo a Modena. Quando il lavoro me lo permette partiamo con un po’ di anticipo e ci fermiamo a mangiare la bruschetta in una trattoria in prossimità dell’ufficio scolastico regionale. L’abbiamo scoperta insieme e a lui quella bruschetta piace tanto.

Così penso: “giovedì mi organizzo con il lavoro, parto con anticipo e vado a pranzo con Giovanni”. Quei momenti prima delle riunioni del Forags sono per me preziosi. La mia irruenza si confronta con la sua pacatezza e saggezza che riconduce i miei slanci ad una dimensione di confronto e dialogo. E lui ascolta con attenzione i miei racconti sulle difficoltà che vivono i genitori nella scuola di oggi. Nel tragitto dalla stazione mi chiede il braccio ma ho sempre l’impressione che lo faccia più per dimostrarmi il suo affetto che perché ne abbia bisogno: cammina, infatti, con passo veloce e sicuro. Non perde occasione per dirmi quanto sia importante la nostra amicizia e il nostro scambio di opinioni e di esperienze. Cinquantenne io, ottantenne lui, ma la distanza generazionale si accorcia sempre perché riempita da un dialogo che ha come obiettivo un bene più grande.

Faccio questi pensieri quando il telefono mi riporta alla realtà: è la notizia dell’improvvisa salita al Cielo del mio amico Giovanni.

Lo sgomento per questa notizia così inaspettata, giunta proprio quando la mia mente stava organizzando la trasferta bolognese, mi abbandona poco dopo, sostituita dal pensiero che Giovanni è andato via con quel passo veloce e sicuro, dando il braccio a tutte le persone che gli hanno voluto bene, per raggiungere un bene più grande.

Giovedì andrò alla riunione Forags con lui sempre al mio fianco perché ho perso un amico qui sulla terra, ma ho un custode in Cielo.

Ed è un custode per tutta A.Ge. che può e deve recuperare questa semplicità e trovare il proprio senso nelle relazioni e nell’amicizia, in quel sentirsi parte di un progetto più grande che non finisce qui sulla terra.

 

Elisa Rossini




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