Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Il Documento del Forum delle Associazioni Familiari Emilia Romagna sulla proposta di legge contro l’omotransnegatività

La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di pensiero, di espressione, di
credo, di azione, di educazione. Il concetto di cittadinanza si basa sull’uguaglianza dei diritti e dei
doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia. Per questo è necessario impegnarsi per
stabilire nella nostra società il concetto della piena cittadinanza, rinunciando all’uso indiscriminato
del termine minoranze, che porta con sé i semi del sentirsi isolati e della inferiorità. Questo prepara
il terreno alle ostilità e alla discordia, e sottrae le conquiste e i diritti civili e religiosi di alcuni
cittadini, di fatto, discriminandoli.
Il FORUM delle Associazioni Familiari è contrario a qualsiasi forma di discriminazione, comprese
quelle riguardanti l’omofobia.
La proposta di legge introduce tuttavia una novità che rappresenta paradossalmente una
“Discriminazione delle altre Discriminazioni”: tra tutte le discriminazioni esistenti, quella relativa
all’orientamento sessuale e all’identità di genere assume in questo modo rilevanza totalmente
prioritaria rispetto alle altre.
La legge va oltre la lotta alle discriminazioni, e di fatto diventa uno strumento di promozione attiva
di uno stile di vita (o ideologia?), andando ben oltre il limite del contrasto alle discriminazioni.
Il concetto di Omotransnegatività rappresenta una pericolosa limitazione alla libertà personale e alla
libertà di opinione, che la nostra Regione, come la storia ci insegna, ha sempre combattuto e vinto.
Con questa legge, e con l’introduzione del principio della Omotransnegatività, la semplice
affermazione che la pratica dell’utero in affitto è aberrante, o che le coppie omosessuali sono, per
loro natura, non fertili, diventa autonomamente un reato.
La regione Emilia-Romagna oggi già favorisce la promozione di attività di formazione ed
aggiornamento del personale docente in materia di contrasto agli stereotipi, prevenzione del
bullismo e del cyberbullismo, motivato dall’orientamento sessuale, sostiene progettualità che
coinvolgono i genitori e le famiglie quali responsabili del diritto/dovere ad educare. Il
coinvolgimento delle famiglie in tutte le attività che coinvolgono gli studenti è obbligatorio, perché
va riconosciuto e rispettato il ruolo e il compito che la famiglia ha nell’educazione dei figli che
frequentano l’ambiente scolastico, dall’infanzia all’adolescenza. Esiste un patto di corresponsabilità
educativa che coinvolge tutte le componenti della scuola e non va disatteso, come invece si evince
dalla proposta di legge.
Ci appare fuori luogo prevedere canali preferenziali per la formazione, riqualificazione e
inserimento lavorativo per le persone LGBT. In Italia ogni anno 25.000 mamme sono costrette a
rinunciare al posto di lavoro, dopo la nascita del figlio, per la forte discriminazione dovuta alla
difficoltà di assistere il bambino e conciliare i tempi lavoro-famiglia. Ci sono padri di famiglie
numerose, disoccupati, che non riescono a trovare lavoro, con il conseguente impoverimento delle
famiglie con figli, sancito ogni anno in costante crescita dall’ISTAT.
La proposta di legge prevede ulteriori fondi, rispetto a quelli che già godono le associazioni LGBT.
Sarebbe opportuno che la Regione evidenziasse, in maniera trasparente, tutti i fondi che vengono
erogati per i contrasti alle varie forme di discriminazione, al fine di verificarne le modalità di
ripartizione.
In conclusione, il FORUM sostiene la lotta alla discriminazione contro l’omofobia, purché in un
contesto di una legge che comprenda tutte le discriminazioni in essere (oltre a quelle sessuali, anche
quelle razziali, religiose, inerenti alla lingua, alla nascita e ad ogni altra condizione personale), con
pari dignità e senza corsie preferenziali.
CHIEDE quindi che la legge venga totalmente riscritta, coinvolgendo le associazioni e i soggetti
che tutelano le varie discriminazioni sopra citate.
Diversamente, sulla proposta di legge, così come formulata, il FORUM Associazioni Familiari
Emilia-Romagna esprime parere fortemente contrario.




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