Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

“I conflitti che fanno crescere”.

“Educare al tempo di Papa Francesco”

Modena, 17.03.2017

Abstract dell’intervento del relatore, Dott. Daniele Novara, pedagogista.

“Noi tutti partiamo da un presupposto sbagliato: confondiamo il termine conflitto con violenza, guerra.

In realtà il pericolo è quello di non avere conflitti perché significa non avere relazioni.

Gli ultimi studi ci dicono che la violenza aggressiva (omicidi, femminicidi, ect) è in diminuzione, mentre sta aumentando in maniera esponenziale la violenza autolesionista (anoressia, dipendenza droghe, dipendenza da videogiochi, ect).

La violenza autolesionista è silenziosa, non crea il più delle volte rumore (sta tranquillo tutto il giorno con lo Smartphone…che viene normalmente regalato in terza elementare!)

La nostra società sta psichiatrizzando l’infanzia e l’adolescenza e noi come genitori dobbiamo ribellarci.

I ragazzi di oggi sono anestetizzati, non hanno relazioni. Studi recenti hanno dimostrato che 7-8 ore al giorno davanti ad un videogioco porta ad una riduzione della massa cerebrale del 20% (cioè c’è una parte del cervello che il ragazzo crescendo non riuscirà più ad utilizzare)

Dobbiamo accettare che i bambini siano vivaci, è un assurdità pensare che i bimbi buoni stiano tranquilli.

Dobbiamo accettare che l’adolescenza (che dura fino ai 24 anni circa) sia un’età di perturbazione.

L’adolescente vuole “separarsi” dalla famiglia, in particolare dalla madre che rappresenta l’infanzia.

In questa età entra in gioco la figura paterna.

 

 

 

 

 

 

 

In famiglia dobbiamo creare un ambiente di accoglienza, vicinanza e disponibilità ma non dobbiamo permettere che invadano “spazi ” che devono essere riservati ai genitori.

Sia nella fanciullezza che nell’età dell’adolescenza le punizioni e le prediche lunghe con spiegazioni dettagliate non servono a nulla.
Ci devono essere delle comunicazioni di servizio essenziali – attenersi alle modalità organizzative (orario di rientro, paghetta da gestire, ect)

A scuola le lezioni frontali, sono annoianti. I ragazzi danno il meglio quando lavorano in gruppo. Si impara copiando, cioè per apprendere si deve emulare.

Soprattutto dobbiamo far fare loro delle esperienze positive, coinvolgerli nel fare qualcosa di utile (es volontariato)

Ecco il decalogo per gestire correttamente i conflitti (composto da 3 passi indietro e 7 passi in avanti):

PASSI INDIETRO

1) Non cercare il colpevole

2) Non dare consigli (occorre saper aspettare il momento più favorevole per parlare)

3) Non si tratta di vincere (se c’è un problema non è importante chi ha ragione, il conflitto non è una gara)

PASSI AVANTI

1) Stai sul problema, non attaccare la persona

2) Ascolta senza fare commenti

3) Prendi sul serio, ma non alla lettera.

4) Dai informazioni, sono più utili dei consigli.

5) Fai delle proposte: è molto più utile che dare ordini.

6) Chiedi il permesso e non sarai considerato invadente.

7) fai solo domande di cui non conosci già la risposta”.

 

Elisa Rossini – Consigliere nazionale A.Ge.




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