Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Age: A rischio il modello di welfare, politiche familiari miopi

mamme-nonne-figlieRiflessione dell’Associazione italiana genitori in occasione della Giornata internazionale della famiglia 2015 dedicata all’alleanza tra generazioni. Azzolini: Indagini dimostrano che crescerà difficoltà donne a sostenere carico di cura. Il confronto tra le 40enni nate nel 1940, nel 1960 e nel 1970

Il ruolo ricoperto oggi dalle donne in famiglia e nella società sarà sempre più difficile da sostenere, mettendo definitamente in crisi un modello di welfare che fa affidamento sull’aiuto vicendevole tra generazioni di madri e figli e sul lavoro non retribuito fornito soprattutto dalle donne. Occorrono politiche famigliari che tengano conto di queste trasformazioni della società, ma la politica continua ad essere sorda e miope quando si parla di famiglia”. Lo dichiara Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age (Associazione italiana genitori) in occasione della Giornata internazionale della famiglia che si celebra ogni anno il 15 maggio su iniziativa dell’Onu, quest’anno dedicata dalla Presidenza del Consigli odei ministri e dal Forum delle associazioni familiari all’alleanza tra generazioni.

Le nonne – spiega Azzolini – saranno sempre più schiacciate tra il lavoro retribuito, che durerà sempre più a lungo a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile, la cura dei nipoti, il carico di lavoro della propria famiglia e l’assistenza dei genitori anziani, in molti casi non autosufficienti. Il maggior numero di anziani, se è una risorsa per la cura dei bambini, espone le donne a un impegno di cura gravoso e più lungo nel tempo. A crescere è soprattutto la difficoltà delle donne a sostenere il carico del lavoro di cura in fasi della vita sempre più dilatate. Lo registrano indagini, ricerche e studi di diverse fonti, tra cui l’Istat nell’ultimo rapporto annuale mettendo a confronto tre diverse generazioni di donne all’età di 40 anni. Inoltre, tra giovani che non hanno lavoro, madri lavoratrici con figli piccoli, anziani non autosufficienti, persone con disabilità, aumento considerevole della quota di popolazione anziana e di quella dei grandi anziani, la rete di parentela in Italia si modifica e sarà sempre meno in grado di fornire aiuti”.

“Per far comprendere la situazione e chiedere immediate e serie politiche familiari, impostate non all’oggi ma con una visione di futuro decennale, ricordo proprio l’analisi intergenerazionale dell’Istat – insiste Azzolini -.  A 40 anni una donna nata nel 1940 (oggi 75enne) aveva avuto in media quasi 2 figli, una donna nata nel 1960 (oggi 55enne) ne aveva avuti 1,7, una donna nata nel 1970 (oggi 45enne) ne ha avuto 1,4 figli. Ed è aumentato anche il numero di donne senza figli: attualmente il 20% contro il 13% delle due generazioni precedenti. Un maggior numero di donne delle generazioni più recenti, quindi, una volta diventate anziane non avrà figli che potranno prendersi cura di loro. Non solo. A 40 anni una donna nata nel 1970 o nel 1960 può condividere il carico di cura da dedicare ai figli e ai familiari più anziani con 5 persone tra marito, fratelli/sorelle e cognati/e: un numero molto più basso di quello delle donne nate nel 1940 che potevano contare su altre 9 persone.  Se nella generazione del 1970 si può contare su almeno 3 nonni e 4 nipoti, in quella del 1960 i nipoti salivano a 6 e in quella del 1940 i nipoti sono 10 sebbene la nonna sia solo una. Ancora. Una quarantenne oggi può aspettarsi di condividere altri 22 anni della propria vita con almeno un genitore anziano, 4 anni in più rispetto alle donne nate nel 1960 e 10 in più rispetto a quelle nate nel 1940. Aggiungiamo che circa il 62% delle quarantenni nate nel 1970 ha un lavoro contro il 50% di quelle del 1960 e circa il 30% di quelle del 1940. E’ evidente che il carico di lavoro famigliare sulle donne è sempre più difficile da sostenere”.

 

 

 

 




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