Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Genitori: Maxiemendamento per una “buona scuola” non solo sulla carta

foto_apertura_scuolaNota congiunta delle associazioni Age, Agesc, Faes e Moige in vista della fiducia sulla Buona Scuola. Tradurre la riforma in reale innovazione del sistema di istruzione e formazione. Genitori alleati al mondo della scuola per migliorare. Battaglie ideologiche contro il bene degli studenti

Sulla scuola si sta giocando una battaglia che non fa il bene agli studenti“. “Si riapra una reale comunicazione in vista della fiducia al maxiemendamento e dell’attuazione della Buona Scuola con l’avvio del prossimo anno scolastico”. Lo chiedono in una nota congiunta le associazioni genitori Age, Agesc, Faes e Moige, membri del Forum presso il Ministero dell’istruzione, in vista della fiducia domani (25 giugno) al maxiemendamento di riforma della scuola. “In questo cammino – sottolineano – le nostre associazioni saranno alleate responsabili per migliorare la qualità della scuola dei nostri figli”.

“Si recuperi – insistono i genitori – il buon senso sui punti oggetto dello scontro ‘ideologico’  nella mondo della scuola e nei partiti tra  ‘conservazione’ e ‘cambiamento’, tra chi non vuole modificare il sistema di istruzione e formazione italiano e chi tenta di modificarlo per migliorarlo. Infatti, sebbene la riforma presenti criticità denunciate più volte anche da noi genitori di Age, Agesc, Faes e Moige, occorre evitare di sacrificare la riuscita di un’impostazione che vede nell’autonomia delle scuole il motore della ripresa del Paese, pur senza riuscire ad arrivare a proporre un effettivo sistema di parità scolastica degno del mondo occidentale più moderno”.

Il rischio – aggiungono Age. Agesc, Faes e Moige – è che le innovazioni comprese nel ddl e nel maxiemendamento e condivise da tutti siano travolte nella contrapposizione sui pochi punti di problematicità“.

Non solo. Le associazioni osservano che “divenuta legge, poi, occorre procedere spediti a tradurre la Buona Scuola in un reale processo di profonda innovazione degli ordinamenti scolastici, ascoltando e dialogando con tutti i protagonisti. Tutte le riforme della scuola, pubblicate regolarmente in Gazzetta Ufficiale, non si sono mai realizzate nella realtà del mondo della scuola”.

“La Buona Scuola – concludono – non diventi un’altra legge formale, ma stimoli e valorizzi nel concreto modelli didattici efficaci”.

 




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