Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Crollano le adozioni internazionali

adozioneDenuncia Aibi: la grande fuga delle famiglie italiane, il disimpegno del governo Renzi. I dati regione per regione. La tendenza per il 2015 è -20% di adozioni: in 8 anni saranno esaurite le domande

Sono circa 400 i minori stranieri accolti in Italia nel primo quadrimestre del 2015. “Un dato che non fa altro che rimarcare il crollo delle adozioni internazionali che sta facendo rapidamente appassire quello che, fino a qualche anno fa, era il ‘fiore all’occhiello’ della nostra società”, sottolinea l’Associazione Amici dei bambini (Aibi). Un calo evidente anche solo rispetto al 2014, quando, il dato relativo al primo semestre parlava di 900 bambini stranieri adottati. A certificare la fuga delle famiglie italiane dall’adozione internazionale sono i dati forniti dai singoli Tribunali per i minorenni e quelli del ministero della Giustizia. Dopo anni di crescita costante, dunque, con il 2004 che resta un anno storico con un boom della disponibilità all’accoglienza con ben 8.274 domande, il  crollo costante fino ad oggi con le disponibilità dimezzate nel 2014.

A Milano ad esempio si passa da 604 domande presentate nel 2013 alle 566 del 2014. A Venezia da 362 a 291 nello stesso periodo. Firenze scende da 331 a 264. Lecce da 95 a 85, mentre Cagliari arriva a 49 rispetto alle 56 richieste del 2013. Genova arriva a 136 da 143 dell’anno precedente. Torino, che include i dati di Piemonte e Valle d’Aosta, arriva a perdere addirittura 90 domande, scendendo da 401 del 2013 a 310 del 2014. Bologna segna -41, arrivando a 246 domande. Non bastano a livellare le perdite i dati di Tribunali che mantengono stabili le domande, come Roma che conferma le 527 domande del 2013 o L’Aquila e Campobasso che ne perdono  solo una, segnando quota 94 e 16, né Palermo che va in controtendenza aumentando le domande che così crescono dalle 120 del 2013 alle 138 del 2014.

Adozioni, grafico-domande-disponibilita-2004-2014Di questo passo, il 2015 si concluderà con un misero 1.600 minori accolti. In ogni caso si tratterebbe di numeri in netta diminuzione al già ridottissimo dato del 2014, quando le adozioni internazionali in Italia si sono fermate a circa 2mila bambini. A fine 2015, quindi, rischieremmo di trovarci di fronte a un crollo del 20% rispetto all’anno precedente, che si è concluso con un meno 30% rispetto al 2013 e con meno della metà delle adozioni completate solo 4 anni prima.

Di questo passo in 8 anni l’adozione internazionale si esaurirà nel 2023, nel quarantesimo anniversario della legge 184 del 1984 che ebbe il merito di porre fine al fai da te e al business delle adozioni.

L’accoglienza di minori stranieri è sempre stato un fiore all’occhiello per il nostro Paese – sottolinea l’Aibi -, primo in Europa per numero di adozioni e secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti. Da tre anni a questa parte il settore è abbandonato a se stesso. Dopo gli annunci trionfalistici di Matteo Renzi, all’alba del suo insediamento a Palazzo Chigi, la Commissione per le adozioni internazionali non ha più nemmeno un esponente del Governo come presidente. Ma tutto è nelle mani della vicepresidente Silvia Della Monica, esponente del Pd, ex magistrato senza alcuna competenza nel settore minorile”. Di qui la domanda dell’associazione Amici dei bambini: “qual è il vero progetto del Governo targato Renzi riguardo alle adozioni?”. “La mancanza di iniziative utili a  fermare l’emorragia – si chiede l’Aibi – , il silenzio del Governo su tante interpellanze e interrogazioni che politici di diversi schieramenti politici hanno depositato in Parlamento  è questione di disinteresse o invece è il frutto di una precisa volontà di lasciarla agonizzare? Con un Governo che distribuisce con il contagocce anche i rimborsi, l’adozione internazionale potrà salvarsi solo le famiglie adottive e le aspiranti tali saranno capaci di reagire e di pretendere l’attenzione che finora Renzi non ha dato loro”.

Emanuela Micucci

 




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