Una busta trasparente fermerebbe il concorso per dirigenti nelle scuole?
Prevalgano il buonsenso e i diritti degli alunni e delle famiglie!
In Italia, soprattutto al nord, per il 40% del fabbisogno, c’è necessità di Dirigenti scolastici. Il MIUR ha indetto lo scorso anno un concorso nazionale che sta espletando le procedure di selezione per la determinazione di 2386 posti vacanti che il MEF ha ulteriormente ridotto a 1500.
Risulta paradossale e grottesco il caso avvenuto in regione Lombardia, a causa delle buste dove vengono riposti e consegnati gli elaborati scritti dei candidati.
Secondo alcuni le buste sarebbero trasparenti: ciò ha dato il via a ricorsi e prese di posizione.
I responsabili del MIUR hanno voluto verificare e sembra che trovino tutto in regola.
Mentre si chiarisce la vicenda, i ritardi sono certi e le tante scuole che attendono un dirigente, si spera competente e motivato, stabilizzato per legge almeno sei anni nella regione, dovranno attendere.
Tutto ciò con gli evidenti disagi dovuti alle cosiddette “reggenze” dove un dirigente si deve occupare di più scuole, spesso molto differenti e distanti tra loro.
L’AGe da tempo ha segnalato il problema che nuoce alla qualità della scuola sia per l’efficienza organizzativa che didattica. L’AGe auspica che si regolarizzi al più presto la vicenda per chiudere le procedure correttamente e finalmente, come afferma il Ministro Francesco Profumo, far sì che l’Italia diventi un Paese … normale!
Confidiamo, altresì, nella provata esperienza di chi dirige l’USR Lombardia, affinché le procedure del concorso si concludano celermente, senza ripartire daccapo.
Senza bizantinismi e furberie, si riconoscano come prevalenti, nella scuola di tutto il Paese, i diritti degli alunni e delle famiglie.

