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Scuola: rilievi AGe circa la bozza di nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo

Scuola: rilievi AGe circa la bozza di nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo

NELLE SCORSE SETTIMANE SI È APERTA, ON LINE, LA CONSULTAZIONE DELLE SCUOLE PER VALUTARE LE INDICAZIONI NAZIONALI DEL PRIMO CICLO, INTRODOTTE SPERIMENTALMENTE NEL 2007. SUL NUOVO TESTO MOLTI I DUBBI E LE PERPLESSITÀ, CONDIVISE FRA ASSOCIAZIONI DI GENITORI, INSEGNANTI E SCUOLE.

Le Indicazioni nazionali per il Curricolo del primo ciclo, da sottoporre a revisione, sono giunte a disposizione nella versione di bozza con notevole ritardo (datate 30 maggio, inizialmente prive di parti fondamentali come quella introduttiva), in chiusura di anno scolastico, quando scuole e famiglie hanno di certo altre preoccupazioni. Entrando nel merito del testo, poi, ci si è accorti che la bozza non era solamente un “restyling”, come annunciato, ma una vero e proprio nuovo testo.
È nella piena facoltà del Ministro emanare un testo completamente diverso rispetto al precedente, ma, a questo punto, lo si sottoponga ad un percorso analogo a quello di allora, con una ampia consultazione non solo online, ma che incontri categorie, esperti, scuole.
Per quanto riguarda i genitori, vale la pena ricordare che il testo del 2007 venne consegnato alle associazioni del Fonags e discusso dalle stesse con la partecipazione dei proff. Ceruti e Fiorin.
In effetti il testo precedente, del 2007, era molto più equilibrato e pedagogicamente integrato. Sarebbe oggi ancora attuale: basterebbe soltanto rivedere/definire alcune tassonomie di obiettivi e competenze ed aggiornare il quadro di lettura del nostro tempo posto all’introduzione.
Non è, probabilmente, compito dei genitori entrare nello specifico di indicazioni programmatiche, ma ci sta a cuore la visione complessiva di scuola, il “respiro” che l’esperienza scolastica deve dischiudere in quanto “passaporto per la vita”. Le culture familiari, inoltre, non sono indifferenti all’esperienza scolastica, che con esse deve entrare in dialogo.
Il problema complessivo di questa nuova proposta è quella di un agnosticismo fenomenologico di fondo, che non solo non indica i valori e gli ideali, ma è povero, se non assente, sotto il profilo pedagogico ed educativo in genere. Pare scegliere di non scegliere, in ragione di una anomia che non è neutralità, ma è esclusione di valori e significati.
Per meglio chiarire: la dimensione ideale della vita personale e sociale non è quasi mai indicata, altrettanto la questione morale basata sulla dimensione valoriale universale, che è ridotta ad opinione delle famiglie da rispettarsi.
Sotto il profilo metodologico continuiamo a ritenere, come già in passato, che queste non siano “Indicazioni”, in quanto troppo specifiche e dettagliate e, pur indicando le competenze, anche in ottica europea, risultano ricadere nei vecchi programmi. Non si forniscono indicazioni di metodo ai docenti che tenderanno ad eseguire, invece che a lavorare su metalinguaggi.
Auspichiamo che il testo sia sottoposto a significative rivisitazioni e speriamo che le ulteriori consultazioni, richieste da molte associazioni, portino alle dovute integrazioni e modifiche.