HomeScuola e universitàCS: Si al concorso, ma si apra il dibattito sui criteri di accesso degli insegnanti

CS: Si al concorso, ma si apra il dibattito sui criteri di accesso degli insegnanti

COMUNICATO STAMPA
Guarneri (Age): Sì al concorso, ma si apra il dibattito sui criteri di valutazione degli insegnanti

L’Associazione italiana genitori (Age) apre alla proposta del ministro Profumo di indire un nuovo concorso per il reclutamento degli insegnanti. Ma chiede di allargare il dibattito sui criteri di accesso: attitudine all’insegnamento, competenze relazionali ed educative oltre che capacità didattiche. «Il futuro del nostro Paese dipende dalla qualità della scuola, che è fortemente determinata dalla qualità dei docenti»

«Come genitori siamo particolarmente interessati a una riflessione sul contenuto dei concorsi: potrà essere occasione perché, fra i criteri d’accesso, vi siano anche l’attitudine all’insegnamento, le competenze relazionali e organizzative, le capacità didattiche?». È la domanda che si pone l’Associazione italiana genitori (Age), per bocca del suo presidente nazionale Davide Guarneri, dopo la recentissima apertura del ministro Profumo ai concorsi per il reclutamento di docenti nella scuola italiana.

 

Una ipotesi che trova i genitori interessati e disposti al dialogo per molte ragioni.

 

 «Senza dubbio – afferma Guarneri - è necessario un riordino del sistema di reclutamento e il concorso potrebbe essere occasione per una “messa a punto” della situazione, che parta dalla rilevazione dello status quo: oggi i docenti arrivano in cattedra da molti differenziati canali, e più nessuno da concorsi pubblici. Certamente la forte contrazione dei posti disponibili crea tensione fra i docenti, che, negli anni, hanno maturato diritti, frequentando anche percorsi formativi che dovevano essere abilitanti».

 

Intervenendo sulla formazione iniziale dei docenti in Commissione Cultura e Istruzione della Camera nel maggio 2010, l’Age aveva sostenuto che «più di tutti i moduli organizzativi, ai genitori ed agli studenti sta particolarmente a cuore la qualità dell’insegnamento e degli insegnanti. Oltre al necessario possesso di competenze disciplinari, al docente è sempre più chiesto di lavorare in modo cooperativo, di avere conoscenze avanzate nella pedagogia e nella psicologia (psicologia sociale e psicologia dell’età evolutiva), di essere capace di gestire la complessità e l’usura della quotidianità, spesso ripetuta. Da ciò l’opportunità di valutare, per l’accesso ai percorsi di formazione dei docenti, competenze relazionali (da implementare nel percorso formativo), anche attraverso test psico-attitudinali».

 

Secondo l’Age, valutare e verificare le capacità attitudinali e motivazionali del docente, il suo equilibrio psico-fisico, le sue potenzialità, anche ai fini selettivi di una non idoneità iniziale e in itinere non è che un atto di giustizia, dovuto prima di tutto agli studenti, ma anche al docente stesso, che potrebbe, a inizio carriera, ri-orientare il proprio percorso. La complessità del nostro tempo induce senza dubbio il fatto che l’insegnante debba avere una forte motivazione al proprio lavoro, che è di tipo educativo. Pensiamo, infine, a quale sforzo, anche economico, la comunità debba sostenere per accompagnare o curare i docenti inadatti al loro ruolo, caduti in burn out, patologia che richiede assistenza medico-psicologica, ma spesso non riconosciuta.

 

«Invitiamo, dunque, le diverse parti coinvolte (amministrazione scolastica, sindacati, associazioni)  - conclude il presidente Age - a un dialogo su un tema che non è solo squisitamente tecnico e professionale, ma che riguarda il futuro del nostro Paese: la qualità della scuola è fortemente determinata dalla qualità dei docenti. E, sulla scuola, il Paese intero deve battere un colpo, sostenendola e investendo in essa».