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Gabriele Rossi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
(dal minuto 31)
Le punizioni fisiche sui minori sono ancora autorizzate nel sistema penale di più di 40 paesi, e nel sistema scolastico in oltre 90 paesi 1.Solo 32 paesi in tutto il mondo, 23 dei quali europei, hanno completamente vietato il ricorso alle punizioni fisiche in qualsiasi contesto, compreso quello familiare2.
Il 95,5% dei bambini, delle bambine e degli adolescenti di tutto il mondo vive quindi in paesi in cui nessuna legge vieta la punizione fisica nel contesto familiare3.
Per punizione fisica 4 si intende colpire il bambino con la mano o con un oggetto (un bastone, una cintura, una frusta, una scarpa ecc.), dare calci, scossoni, spintoni al bambino, oppure graffiarlo, pizzicarlo, morderlo, tirargli i capelli; obbligare il bambino a restare in posizioni scomode, provocargli bruciature o sfregiarlo. La punizione psicologica, la violenza verbale, oppure denigrare, isolare o ignorare il bambino vengono considerate punizione umilianti o degradanti.
A partire da queste considerazioni si muove la Campagna “A mani ferme”, promossa da Save the Children, volta ad eliminare le punizioni fisiche e ad acquisire stili educativi rispettosi dei minori, autorevoli senza autoritarismo. Anche l’AGe sostiene la campagna.
Preoccupa l'abuso crescente tra i giovani di queste bevande, specie d'estate. Alcuni giovani arrivano ad ingurgitare anche tra gli 8 e 15 drink in una serata, immettendo nel fisico una quantità di caffeina che può arrivare fino a 1500 mg e che se unita contemporaneamente ad alcol, anfetamina, cocaina o cannabis può dare luogo ad un mix estremamente dannoso per la salute
“Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo”. Sono questi gli slogan lanciati dal Dipartimento Politiche Antidroga, che appariranno sui principali monumenti di quattordici importanti città italiane in occasione della Giornata mondiale contro il consumo e il traffico di droga.
L'iniziativa è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Presidente della Camera e del Presidente del Senato e con la condivisione del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, che ha dedicato un suo pensiero scritto all’iniziativa.
Si allegano brochure, comunicato stampa del DPA e grafica realizzati dal Dipartimento Politiche Antidroga e dedicati all'iniziativa.
In Italia il 20 % dei bambini a sette anni ha già il cellulare in tasca: è un dato preoccupante segnalato dalla S.I.P., la Società Italiana di Pediatria, che ci mette in guardia sulla diffusione selvaggia dei telefonini tra i piccoli. Nel mondo sono cinque miliardi i telefonini attivi, ma ancora non sono state analizzate a fondo tutte le conseguenze che possono comportare a lungo termine.
E' comune il suggerimento di non tenere il cellulare in tasca (le microonde avrebbero conseguenze anche sugli spermatozoi) e in generale vicino al corpo; se questi avvertimenti sono validi, ciò significa che un bambino che non le rispetti potrebbe essere ancora più soggetto a tali pericoli.
In commercio esistono cellulari pensati apposta per i piccoli, dall'aspetto allegro e colorato ma dalle funzioni ridotte; se il vostro bimbo però ha meno di dieci anni, considerate se sia veramente così importante che possegga quest'aggeggio.
Il cellulare può comportare implicazioni di carattere psico-sociale: affidare a un bambino uno strumento così potente senza il controllo di un adulto potrebbe essere diseducativo. Certo, se gli comprate un cellulare è proprio perchè volete essere sicure di avere la possibilità di "controllarlo" sempre: a un'età così tenera però è improbabile che si ritrovi da solo; gli unici momenti in cui non è in vostra compagnia sono quando è a scuola o a casa di amici che conoscete bene, insomma, in ambienti sicuri
(Fonte Affaritaliani.it – 14/06/2012)