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Gabriele Rossi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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14 Febbraio 2012
Alla commissione Lavoro della Camera, dopo mesi di inerzia, è finalmente ripreso l’esame del ddl sul sostegno alla maternità, snodo fondamentale per impostare un serio percorso di conciliazione tra famiglia e lavoro che è, a sua volta, una colonna portante di quella riforma del lavoro che il ministro Fornero sta mettendo a punto proprio in questi giorni.
«Abbiamo elaborato» spiega il presidente, Francesco Belletti «una proposta articolata di conciliazione tra lavoro e famiglia che discende direttamente dagli accordi che il Forum, insieme alle altri parti sociali ed al ministero del Lavoro, ha sottoscritto un anno fa.
«Inserimento della conciliazione tra i diritti fondamentali di ogni lavoratore, creazione di un Fondo paritetico per ulteriori congedi parentali, riforma del part time, proroga dei contratti a tempo determinato in caso di maternità... questi i principi animatori della nostra proposta che stiamo inviando al ministro, alla Commissione parlamentare ed ai rappresentanti di lavoratori ed imprenditori.
«Siamo convinti che un lavoro più family friendly possa aiutare la ripresa dell’economia, limitando il fenomeno dell’abbandono, spesso obbligato specie nelle donne per incompatibilità tra lavoro e maternità, e quindi rilanciando consumi e ricchezza del Paese.
«In questo senso» conclude Belletti «la voce delle famiglie ha un significato tutto particolare. Assicuriamo da subito al ministro Fornero la nostra disponibilità a collaborare nella ricerca degli strumenti più idonei a rendere "amica della famiglia" la riforma del lavoro»
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La Convenzione su Tutela e protezione dei minori è stata firmata all’Aja nel 1996 dai Paesi dell’Unione europea. Avrebbe dovuto essere ratificata dagli Stati entro il maggio 2010. Eppure l’Italia non l’ha ancora fatta propria. Parlamentari di diversi schieramenti l’hanno richiesto; nel novembre 2010 c’era stato un impegno formale del governo a ratificarla… Ma finora non è successo nulla.
Specie nell’attuale situazione geopolitica e umanitaria dell’Africa che colpisce drammaticamente i bambini di quei Paesi, la ratifica rappresenterebbe un passaggio di fondamentale importanza per la tutela dei minori abbandonati, anche per il riconoscimento della kafala, il più alto e diffuso strumento di protezione dell’infanzia negli Stati del Nord Africa.
Sono migliaia i minori che vivono in condizioni di abbandono. Migliaia di bambini che aspettano di poter sperimentare il calore e l’affetto che solo la famiglia, secondo le dichiarazioni della Convenzione ONU di New York, può dare.
Il Forum e le 50 associazioni che lo compongono chiedono, in un documento, che il governo operi per arrivare al più presto alla ratifica della convenzione.

Mercoledì 25 gennaio
La preoccupazione per i pesanti tagli agli enti locali di risorse destinate al sistema di welfare realizzati negli scorsi mesi, la revisione dell’ISEE e le modalità di accesso ai servizi, il tema della non autosufficienza e dei tagli all’assistenza, la strutturazione dei servizi e il contributo che il terzo settore può apportare allo sviluppo di politiche sociali pubbliche: questi i temi presentati oggi dalla delegazione di componenti del coordinamento nazionale del Forum del Terzo Settore al Sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, che si è dimostrato disponibile ad ascoltare e accogliere le istanze del terzo settore.