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Il Presidente del Consiglio individui fra i suoi ministri un delegato che si occupi di famiglia: presso la Presidenza del Consiglio già è attivo uno specifico Dipartimento, ma è opportuna e necessaria una guida politica del settore, che sappia operare insieme all’associazionismo familiare.
Sosteniamo, perciò, la richiesta presentata dal Forum delle Associazioni Familiari, al quale aderiamo, e da alcuni parlamentari particolarmente sensibili.
Non si tratta di una critica all’attuale Governo, che sembra l’unico possibile che l’Italia sia riuscita a darsi in questo difficile momento: è, però, una richiesta chiara e forte: si attivi una espressa attenzione alla famiglia, conferendole visibilità politica.
Come associazione riteniamo, anche in ragione di una lunga esperienza di impegno e presenza diffusa in tutto il Paese, che la famiglia cellula fondamentale della società, ma anche l’ente naturale che riscatterà questa nazione dalla situazione di crisi in cui versiamo. Crisi che è pagata, ogni giorno, soprattutto dalle famiglie.
Una nazione fatta di persone, legata da vincoli forti e gratuiti, riconosce alla famiglia il ruolo di protagonista di fronte ad una economia autoreferente e che non risponde a nessuno controllo sociale.
Basta “ab-usare” la famiglia senza sostenerla, relegandola ipocritamente alla funzione di vero ammortizzatore sociale! La famiglia è il primo e reale nucleo politico della società: la politica istituzionale non ne è altro che un’emanazione.
Si dia spazio a questa dimensione e saremo tutti più motivati ai sacrifici che ancora ci attendono, ma più coesi e protetti da una nazione che ha bisogno di riconoscersi come una grande famiglia.
A coloro che abbiamo eletto, e che hanno accettato questa grave responsabilità di rappresentarci, chiediamo segnali e azioni, subito. Noi, insieme a loro, assumiamo le nostre responsabilità, collaborado lealmente per l’autentico bene del nostro Paese.
I nostri figli ci stanno a guardare… il loro futuro è nelle nostre mani.
Davide Guarneri
(Presidente nazionale A.Ge.)
Kentucky, USA. Un bambino di 5 anni ha ucciso la sorellina di due, sparandole con un fucile calibro 22, progettato per bambini che gli era stato regalato a Natale. Il fucile che ha ucciso è un “little Crickett,” formalmente un giocattolo, ma capace di sparare piccoli pallini metallici. L'azienda, che produce anche armi per adulti, nel 2008 ha prodotto 60.000 fucile dello stesso tipo. Lo slogan della Crickett “my first rifle”, il mio primo fucile (e ne avrò altri, da grande!).
Il sito della società ritrae in numerose fotografie bambini intenti a sparare, sotto gli occhi fieri dei propri genitori.
Il fucile, di dimensioni adatte ad essere imbracciato dai più piccoli, viene prodotto in diversi colori (rosa per le bambine). Il portavoce della polizia ha spiegato che in quella zona degli Stati Uniti le armi giocattolo, capaci comunque di esplodere veri e propri colpi, sono molto diffuse.
Sembra che la battaglia del presidente Obama per contrastare la vendita delle armi negli Stati Uniti sia ben lontana dall’essere vinta: nonostante le continue notizie di stragi negli USA causate da armi da fuoco di facile reperibilità, si estende ai più piccoli la possibilità di imbracciare un fucile e imparare a sparare per uccidere.
Viene spontaneo domandarsi perché non lasciare i bambini giocare con giochi adatti alla loro età , giochi con cui crescono tutti i bambini del mondo: restiamo inorriditi dell’addestramento di bambini-soldato o bambini killer al soldo dei trafficanti, ed ora vediamo che negli USA, fra le nazioni che guidano il mondo, sono in vendita armi studiate appositamente per i bambini.
Sempre più urgente la ripresa di una cultura di rispetto del bambino, della sua crescita, del suo diritto ad un gioco equilibrato. Insegnamo ai nostri bambini che giocare significa divertirsi, crescere insieme ai propri coetanei, rispettando le regole e gli altri.
E facciamo qualcosa, subito, perché anche in Italia i bambini siano rispettati nella loro fragilità: difendiamoli dai media sempre più violenti (da oltre un anno non viene nominato il presidente del Comitato Media e Minori!), dalle pubblicità ingannevoli, dal clima di intolleranza e odio che la società adulta ogni giorno contribuisce a realizzare.
Parchi per il gioco libero e l’aggregazione, ludoteche, sport e scuole: di questo vorremo parlare, non per piangere altre vittime, sempre dopo.
Davide Guarneri
Presidente nazionale A.Ge.
Gabriele Rossi
Ufficio nazionale A.Ge Famiglia – Adolescenti e Giovani
A Civitanova Marche, un'intera famiglia distrutta: marito e moglie si uccidono per problemi economici. Il fratello di lei, non reggendo al dolore, si è a sua volta suicidato. Alla base del gesto, come hanno rilevato i mass-media, certamente le difficoltà economiche. In questi ultimi mesi gesti disperati, connessi alla situazione economica di famiglie e imprese, si stanno ripetendo in misura assai preoccupante. Notizie come queste ci lasciano senza fiato, sono un violento pugno allo stomaco. Purtroppo i tre marchigiani non sono i primi che, oberati dai problemi economici, scelgono la via del suicidio come unica strada d'uscita. In questo caso la notizia assume ancor di più toni drammatici in quanto vede coinvolti persone non più giovani, espulse dal mondo del lavoro, senza più un reddito su cui contare o pensionati costretti a sopravvivere con una pensione ai limiti della fame. È la speranza che viene a mancare! Ma chi l'ha fatta perdere? Come ha ricordato il Sindaco di Civitanova Marche questa famiglia, già contattata dai servizi sociali, ha voluto conservare fino all'ultimo una grande dignità. Di fronte a queste tragedie, alle difficoltà di tante famiglie di "arrivare alla fine del mese", di assicurare ai figli un futuro decente, accanto all'aumento esponenziale – sono dati Istat – delle persone povere o a rischio povertà in Italia, stride ancor di più l'importo veramente cospicuo - un tesoretto - dell'assegno di fine mandato o "di solidarietà" che in questi giorni viene liquidato agli ex-parlamentari: 100, 200 mila euro a persone che da deputati e senatori ricevevano indennità, rimborsi spese e diarie di tutto rispetto, senza parlare dei vitalizi d'oro. Cifre che permetterebbero il sostentamento di tante famiglie allo stremo. Suonano certamente fuori posto le frasi di circostanza dei vari leader politici: si accorgono solo davanti a questi gesti estremi della miseria, della povertà e della solitudine in cui vivono a causa della crisi tante famiglie italiane! Il silenzio rispettoso dei drammi sarebbe certamente più gradito ed opportuno. Occorre una forte azione di solidarietà, una grande salto di qualità nell'azione politico-sociale del Paese, superando egoismi e visioni ideologiche. Occorre ripartire dalla famiglia e dal lavoro, valori che la Costituzione esalta, per ridare sostegno, fiducia e speranza agli italiani. L'abbiamo più volte ricordato: le famiglie sono il motore del Paese, dell'economia, del futuro. Tutti lo sappiamo, ma i potentati politici, dell'informazione e della finanza deliberatamente lo ignorano.
Gabriele Rossi
AGe Ufficio Nazionale Famiglia e Giovani

Il Capo dello Stato ha affidato alla vostra riflessione l’elaborazione di una road map per il governo prossimo futuro che dovrà spingere il Paese fuori dall’empasse economico ed istituzionale.
Compito arduo, il vostro. Non tanto per la difficoltà di individuare le urgenze, quanto di organizzarle in una scala di priorità. Priorità sulle quali interessi di categorie e di soggetti sociali non mancheranno di far sentire le proprie ragioni.
Le famiglie non sono un semplice settore della società, ma sono la società stessa, ne costituiscono il tessuto, ne hanno assicurato e ne assicurano la tenuta anche nelle situazioni più difficili. Per questo è interesse dell’intera società che le Istituzioni assicurino alle famiglie il giusto riconoscimento e sostegno.
Nel corso degli anni, alle proposte elaborate dalle associazioni familiari per intervenire sui mille temi che si intrecciano con la vita delle famiglie, le risposte sono state nulle o insufficienti. E non pensiamo certo che sia possibile riversare sul vostro lavoro la mole di proposte fin qui elaborate (che sono comunque a vostra disposizione, qualora lo riteneste utile), ma forse alcune attenzioni di fondo possiamo provare ad affidarvele.
Nell’ambito economico vi raccomandiamo di tener presente che la situazione economica e la crisi occupazionale hanno messo all’angolo l’intera società, ma c’è chi soffre più degli altri e viene sospinto oltre la soglia della povertà. A queste famiglie è dovuta una cura tutta speciale affidata ad un sistema di welfare che invece è stato annichilito. Ad esempio mettendo gli enti locali nelle condizioni di poter finalmente pagare le rette per i servizi delle strutture di solidarietà sociale.
Ci sono poi famiglie che se pure non hanno ancora raggiunto la povertà, annaspano soprattutto se devono sopportare il carico di figli, anziani o disabili. A queste famiglie è ora di restituire un’equità fiscale che riconosca questi carichi. Nessuna riforma fiscale sarà mai equa se non sarà a misura di famiglia.
Nell’ambito istituzionale le famiglie chiedono essenzialmente di riconquistare una soggettività politica attraverso un sistema elettorale che garantisca da un lato la vera rappresentatività e dall’altro l’efficacia amministrativa e decisionale alle Istituzioni. La libertà per i cittadini di scegliere tra i candidati indicati dalle forze politiche sarebbe in questo senso preziosa.
Ci sembrano questioni di ordinaria saggezza che pure nel nostro Paese sono diventate motivo di confronto ideologico. E come tali regolarmente accantonate. Questioni che ovviamente siamo pronti ad approfondire in ogni momento e con ogni strumento riterrete opportuno.
Per il momento vi ringraziamo per l’attenzione e vi portiamo l’augurio di buon lavoro che accomuna tutte le famiglie italiane.
Francesco Belletti
Presidente Forum Associazioni Familiari
Roma 2 aprile 2013
Un bambolotto fatto a pezzi e confezionato come se si trattasse di un alimento compare in un manifesto choc che fa parte di una campagna vegana. L'immagine campeggia nei pressi di un sottopasso che porta allo stadio di Grosseto. "Chi mangi oggi?", si legge. E ancora, in caratteri rossi, più piccoli: "Gli animali non sono cose. Quando li mangi, mangi qualcuno, non qualcosa. Diventa vegano". Il bambolotto ricorda molto un bambino in carne e ossa. L'iniziativa è condotta da 'Campagne per gli animali' (con sede in provincia di Treviso) e da "Associazione d'Idee onlus", che condannano, secondo i principi vegan, il consumo di qualunque alimento di origine animale.
La libertà di espressione e di pensiero è un valore. Ma i bambini vengono prima.
Occorre rispettare la sensibilità delle persone e in questo caso dei bambini: quale idea si fanno della loro infanzia, ma soprattutto degli adulti?
Non ci sono già troppi casi di bambini che subiscono violenza, torture o vengono uccisi per niente, vittime dell’egoismo , della cupidigia o peggio di pulsioni sessuali aberranti?
La condanna di questa campagna, follemente provocatoria, è unanime.
Facciamo nostre e diffondiamo le parole della Presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, storico istituto da secoli a fianco dei bambini, e del Garante per l’Infanzia della Regione Toscana: “ l'obiettivo del messaggio è chiaro: sfruttare le sensazioni comunemente trasmesse dall'immagine di un neonato: tenerezza, innocenza, fragilità. Si tratta di una pesante violazione di diritti fondamentali del bambino, e come tale non può passare sotto silenzio. Da tempo ormai assistiamo al proliferare di messaggi che adottano questa tecnica. Il bambino adultizzato e commercializzato, reso consumatore o oggetto passivo. Il bambino è un "facile persuasore" nelle campagne dirette agli adulti, magari ai genitori. Ma i più piccoli non hanno modo di replicare e per questo sono uno strumento perfetto, muti e aggredibili da parte di una comunicazione disattenta e urlata.”
Nello stesso tempo dobbiamo leggere, per l’ennesima volta, la notizia di una madre, a Roma, sola nel momento del parto, che ha scelto di sopprimere la vita del figlio appena partorito anziché chiedere aiuto.
Come può una società che si definisce civile e moderna, come la nostra, accettare ancora tutto ciò e non sentirsi in dovere di agire per una politica di salvaguardia e di attenzione per la vita, di promozione dell’infanzia e dell’adolescenza?
Ufficio Famiglia e Giovani
Associazione Italiana Genitori