Conferenza Internazionale “Assessment e valutazione nelle scuole.
Il coinvolgimento dei genitori per una nuova cultura della valutazione in Europa.”
25-26 marzo 2011 – Budapest
Negli ultimi anni i test nazionali e la definizione degli standard educativi così come i sistemi di valutazione nazionali e internazionali hanno avuto un crescente interesse, in parallelo con le normali valutazioni scolastiche. I governi hanno dovuto affrontare la definizione della qualità della scuola e fornire i mezzi per provare i buoni risultati del proprio sistema scolastico. Sfide internazionali (ad es. PISA) hanno portato i risultati delle scuole sulle prime pagine dei giornali e hanno provocato discussioni animate e ambizioni nazionali per “arrivare primi” in una sorta di “campionato scolastico”.
La storia europea ci consegna una eredità culturale incredibilmente ricca nella sua diversità; parte di questa eredità sono i diversi sistemi scolastici tradizionali che faticano ad essere oggettivamente comparati. L’EPA ha sempre sostenuto che questa diversità deve essere considerata un valore. Nonostante ciò, la mobilità tra paesi europei e le sfide dell’educazione permanente (Lifelong Learning) ci richiedono di definire le equivalenze nei risultati degli apprendimenti scolastici.
I rappresentanti dei genitori europei guardano con scetticismo alla possibilità che esista una sola immagine valida di scuola di qualità, ai vari livelli dei sistemi di valutazione. Siamo più interessati a cercare di approfondire la materia e capire i vari aspetti e le opzioni per arrivare ad una nuova prospettiva. Vogliamo contribuire allo sviluppo di una nuova cultura della valutazione nelle scuole europee. Con queste finalità si è svolta la Conferenza Internazionale “Assessment e valutazione nelle scuole – Il coinvolgimento dei genitori per una nuova cultura della valutazione in Europa.” il 25-26 marzo 2011 a Budapest, organizzata dall’EPA e dalla Società Ungherese di Pedagogia.
Obbiettivi della conferenza:
- incontrarci e condividere le nostre esperienze provenienti da diversi sistemi scolastici
- entrare nei delicati aspetti della valutazione in relazione con le migrazioni e le diversità culturali
- considerare gli aspetti contraddittori della pretesa di acquisire competenze chiave e della tendenza ad avere modalità rigide di test e di certificazioni
- riflettere sulle buone prassi di valutazione e analizzare i prerequisiti per definire e mantenere una “buona qualità della scuola”
- verificare se il concetto proprio dell’EPA di partnership e di partecipazione dei genitori alla vita della scuola sia una base promettente per lo sviluppo di processi educativi
- identificare il complesso degli apprendimenti e dei bisogni degli allievi come essenziale per i risultati sia del singolo studente che del sistema scolastico
Il focus sui risultati dell’apprendimento è uno dei nuovi paradigmi citati spesso nelle politiche sull’educazione in Europa. La strategia europea per l’educazione, come trend generale, sta passando dal controllo degli input (insegnamenti) alla regolazione degli output (apprendimenti, risultati). Pertanto è indispensabile porre indicatori per i risultati dell’apprendimento e definire gli standard per gli obbiettivi dell’apprendimento. Di conseguenza la qualità dell’educazione è connessa con gli indicatori per la qualità dei risultati dell’apprendimento.
È evidente che la valutazione a scuola è un mezzo per esplicitare i risultati dell’apprendimento di ogni studente attraverso le verifiche. I risultati, positivi o negativi, sono voti e certificati che possono aprire o chiudere le porte di ulteriori gradi di istruzione o del mondo del lavoro.
I genitori hanno sempre contribuito a creare la “fama”, positiva o negativa, delle scuole frequentate dai figli. Istituti e università famose hanno spesso goduto di fama di eccellenza senza prove concrete. Da quando il primo test PISA è stato pubblicato, ci si è resi conto della diversa qualità dei sistemi di istruzione nei vari paesi. Ma ci sono ancora dubbi sulla validità delle cifre presentate. La valutazione della Scuola e del sistema di istruzione sta diventando una strategia sempre più importante nel controllare risorse e addetti al sistema educativo.
Nella Conferenza a Budapest si è presentata e discussa in particolare la procedura della Valutazione Nazionale per le Competenze di Base (NABC), sviluppata recentemente dal governo ungherese. Questa modalità di valutazione dovrebbe fornire dati attendibili per gli studenti, i genitori, gli insegnanti, e il sistema educativo. Nella fattispecie, è molto simile ai nostri test INVALSI. La presentazione ha suscitato una accesa discussione: genitori provenienti da paesi dove tali sistemi di valutazione sono in uso da tempo ne hanno argomentato le ricadute positive e negative da loro sperimentate, fino ad affermare che l’impatto della scuola nella qualità dell’educazione è minore comparato ad altri fattori, come il ruolo dei genitori.
I nuovi sistemi di monitoraggio possono aumentare la pressione soprattutto sugli studenti “deboli”. Molti studenti non riescono a imparare di più degli argomenti oggetto dei test e questo porta ad una prestazione peggiore anche in altre materie e spesso limita l’apprendimento formale ed informale negli ambiti creativi.
Un relatore ha affermato “Le ricerche hanno provato che la documentazione della qualità della scuola porta a questo risultato: più studenti provenienti da “buone famiglie” vanno nelle scuole migliori, mentre i genitori che non si interessano accettano “cattive” scuole per i figli”.
La buona qualità della scuola richiede di fornire l’ambiente corretto per un buon apprendimento, perciò la qualità deve essere definita in primo luogo a livello della classe. La garanzia di qualità necessita di essere basata sulla partecipazione delle componenti scolastiche (school partners) – insegnanti, studenti, genitori, cioè l’insieme dei portatori di interessi in educazione. I rappresentanti di ogni componente devono essere coinvolti in tutti gli ambiti di valutazione del sistema educativo.
Gli aspetti da considerare sono
- valutazione delle scuole, degli studenti, degli insegnanti
- accuratezza della valutazione
- comparazione dei risultati.
I certificati scolastici devono essere comparabili e compatibili per permettere l’ingresso nel mondo del lavoro o nelle istituzioni educative superiori. È indispensabile che ogni aspetto della valutazione sia considerato nei dettagli per aderire alle richieste degli studenti, dei genitori, della società. Non sono accettabili semplici test indiscriminati sulle conoscenze, se non si tiene in considerazione il contesto e il modo di applicarli.
Un importante problema che ci si trova ad affrontare quando ci si incontra tra genitori in Europa è di natura semantica: ad es. il termine “education” è usato nella comunicazione internazionale europea per significare ogni apprendimento della persona fino alla maturità. Include “far crescere”, “allevare”, “nutrire” – compiti dei genitori – allo stesso modo di “scolarità” e “formazione” – compiti tipici della scuola. Se mettiamo il termine “education” in relazione con Lifelong Learning (educazione permanente) il significato diventa ancora più esteso, perché include tutti gli apprendimenti “… dalla culla alla tomba”. Ma spesso viene usato come sinonimo il termine “learning” (apprendimento – to learn = imparare).
“In tedesco, la parola “bildung” probabilmente ha il significato originario dell’inglese “education”. Ma nessuna persona di madre lingua tedesca lo userà nel significato europeo di “educazione”. Limitandoci a queste due lingue europee, vi sono 12 equivalenti parole tedesche per “education” e 9 equivalenti parole inglesi per “bildung”. “ (Johannes Theiner, Presidente EPA)
Anche la traduzione in italiano di scritti dall’Europa ci mette di fronte a perplessità. Il termine “educazione” anche nella nostra lingua ha un esteso significato e non è sempre facile cogliere nelle sue sfumature ciò che l’estensore del documento intende dire. Oltre a ciò, ad esempio, noi traduciamo con “valutazione” sia “assessment” che “evaluation”, anche se il primo termine è più nel significato di valutazione che porta ad un voto, ad un risultato misurabile, il secondo prende in considerazione il valutare nella sua accezione più ampia.

