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Nel Governo si attivi una specifica delega per la famiglia. Anche l’A.Ge. sollecita la politica

Nel Governo si attivi una specifica delega per la famiglia.

Anche l’A.Ge. sollecita la politica

 

famigliaIl Presidente del Consiglio individui fra i suoi ministri un delegato che si occupi di famiglia: presso la Presidenza del Consiglio già è attivo uno specifico Dipartimento, ma è opportuna e necessaria una guida politica del settore, che sappia operare insieme all’associazionismo familiare.
Sosteniamo, perciò, la richiesta presentata dal Forum delle Associazioni Familiari, al quale aderiamo, e da alcuni parlamentari particolarmente sensibili.
Non si tratta di una critica all’attuale Governo, che sembra l’unico possibile che l’Italia sia riuscita a darsi in questo difficile momento: è, però, una richiesta chiara e forte: si attivi una espressa attenzione alla famiglia, conferendole visibilità politica.
Come associazione riteniamo, anche in ragione di una lunga esperienza di impegno e presenza diffusa in tutto il Paese, che la famiglia cellula fondamentale della società, ma anche l’ente naturale che riscatterà questa nazione dalla situazione di crisi in cui versiamo. Crisi che è pagata, ogni giorno, soprattutto dalle famiglie.
Una nazione fatta di persone, legata da vincoli forti e gratuiti, riconosce alla famiglia il ruolo di protagonista di fronte ad una economia autoreferente e che non risponde a nessuno controllo sociale.
Basta “ab-usare” la famiglia senza sostenerla, relegandola ipocritamente alla funzione di vero ammortizzatore sociale! La famiglia è il primo e reale nucleo politico della società: la politica istituzionale non ne è altro che un’emanazione.
Si dia spazio a questa dimensione e saremo tutti più motivati ai sacrifici che ancora ci attendono, ma più coesi e protetti da una nazione che ha bisogno di riconoscersi come una grande famiglia.
A coloro che abbiamo eletto, e che hanno accettato questa grave responsabilità di rappresentarci, chiediamo segnali e azioni, subito. Noi, insieme a loro, assumiamo le nostre responsabilità, collaborado lealmente per l’autentico bene del nostro Paese.
I nostri figli ci stanno a guardare… il loro futuro è nelle nostre mani.

Davide Guarneri
(Presidente nazionale A.Ge.)

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Adozione libri di testo. Dal cartaceo al digitale, non trascurare occasioni di partecipazione dei genitori

Adozione libri di testo.

Dal cartaceo al digitale, non trascurare occasioni di partecipazione dei genitori

 

Mentre per l’anno 2014-2015 entreranno in vigore le norme relative ai libri digitali o misti ( cfr. http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs260313 ), per il prossimo anno 2013-2014 valgono ancora le consuete procedure, descritte nella circolare del 25 gennaio 2013 (cfr. http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/prot378_13 ), che peraltro rimanda alle indicazioni degli anni precedenti.
La normativa prevede il coinvolgimento dei genitori all’interno dei consigli di classe, prima dell’adozione della delibera finale da parte del collegio docenti.
Le scuole tendono ad escludere i genitori da queste scelte, e molti genitori si ritengono inadeguati in proposito. Il parere dei genitori è importante, per molte ragioni. Per esempio, si potrebbe discutere su alcune domande:

  • Osservando i nostri figli, riteniamo che i libri di testo siano utilizzati pienamente e siano strumenti efficaci? Oppure devono essere integrati da molte fotocopie? O, addirittura, sono acquistati ma non utilizzati?
  • Abbiamo notato che i libri utilizzati offrissero letture parziali o ideologiche dei fatti? (pensiamo alla storia, soprattutto quella contemporanea, oppure alle scienze…). Vi sono testi che contengono pubblicità più o meno occulte?
  • Abbiamo sentito dai ragazzi, o constatato di persona, che i testi usano un linguaggio di difficile comprensione?
  • Sono adottabili libri in fascicoli, più leggeri e pratici?
  • Libro cartaceo e supporti digitali sono fra loro integrati?

V’è poi, l’aspetto dei costi. La scuola deve osservare i “tetti di spesa” previsti dal MIUR. Sono stati confermati quelli dell’anno scorso: per esempio, in prima “media” non più di euro 294,00 (spesa complessiva), in terza non più di euro 132,00. Per le superiori le cifre sono molto articolate, andando da euro 335,00 per il primo anno del liceo classico a circa 160 euro per una scuola professionale.
E’ opportuno che i genitori vigilino anche sui cosiddetti “libri consigliati”, non obbligatori (in teoria), ma incidenti (di fatto) nella spesa, comportando spesso il superamento del tetto stabilito dal Miur.

 

Dal dialogo sereno sui libri di testo può nascere l’occasione per parlare della classe, della didattica, dei ragazzi. Non trascuriamo un’occasione di incontro con la scuola!Nota a cura dell’Ufficio nazionale A.Ge. scuola e università

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