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AGe Taranto: La santità

L'AGe TARANTO discute sul tema della Santità

 

 Mercoledì 1 Febbraio nello storico caffè Principe si è tenuto l' incontro organizzato dal' A.Ge Taranto e condotto dalla professoressa Anna Grasso Duma che ha tenuto una conversazione religioso-spirituale sul tema della Santità.

Il Santo prescelto per la serata, San Francesco di Paola, protettore della gente di mare che a lui si rivolge con devozione perche è il santo della carità, della solidarietà, della umiltà.

La particolare devozione dei marittimi non deriva soltanto dal' essere egli nato in una città marinara o per aver attraversato lo stretto di Messina sul suo sdrucito mantello posato sulle onde, ma per le sue virtù di semplicità e povertà, per l' austerità perseguita come norme di vita, virtù che corrisponde all' indole della gente di mare.

Alla intercessione di San Francesco e alla provvidenziale misericordia di Dio sono affidate navi, cantieri, porti e macchine, emblemi di fragilità e potenza, precarietà e forza indissolubilmente intrecciate.

Forse è utile ricordare che la santità non è nella capacità di operare miracoli che, quando avvengono, sono opera della onnipotenza di Dio; la santità, che ha nomi e facce diverse, e nella quotidianità, nella adesione e fiduciosa e totale alla volontà di Dio, nell' accettazione difficile e discontinua della realtà, talvolta bella, più spesso dolorosa.

Pertanto, indipendentemente dalle nostre individuali risposte, spesso condizionate dalla nostra fragilità, tutti siamo chiamati alla santità che non sarebbe tale, se non costasse fatica, offerta, sacrificio, lotta, responsabilità, se non fosse espressione di libera accettazione e di incondizionato amore verso Dio e verso il prossimo.

San Francesco di Paola a cui è dedicato il nostro “ponte girevole”, dominò con la vita e le opere la storia del suo tempo, interpretando le esigenze della Calabria e del nostro sud e divenendo la voce degli umili e degli emarginati.

L' arco della sua vita va dal 1416 al 1507, occupando in gran parte di quel sec. XV° che va sotto il nome di “Umanesimo”, gloria e vanto della nostra cultura letteraria e dell' arte ma anche il secolo in cui si crea un profondo solco che interrompe la continuità del sapere tra il passato ed il presente, tra morale e politica, con conseguente affievolimento della fede e della pietà, surrogato con spirito di indipendenza da tutto e da tutti.

 

Il prossimo appuntamente dell' A.Ge è per martedì 7 Febbraio alle 17.45 con Saverio Capiulo che invita a rileggere “IL PICCOLO PRINCIPE” una favola ancora attuale?