Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

27 gennaio 2018 “il giorno della memoria, conoscere per non dimenticare”.

Giornata della memoria 2018,

Il 21 e 22 gennaio, una delegazione italiana di circa 200 persone ha partecipato al “viaggio della memoria” a Cracovia in occasione della giornata della Shoah nel 73° anniversario della liberazione del campo di Auschwitz e Birkenau. Viaggio organizzato dal Miur, in collaborazione con l’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e con il Dipartimento per le Pari Opportunità. Presenti oltre al ministro Fedeli, deputati, personale del MIUR e delle Pari Opportunità, ragazzi di alcune scuole italiane, il vice presidente del consiglio superiore della magistratura, con alcuni magistrati, rappresentanti dei forum nazionale delle Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti, rappresentanti delle comunità Sinti e Rom italiane.

Arrivati in una Cracovia innevata, il gruppo ha visitato il ghetto ebraico di Cracovia, che fu uno dei cinque principali ghetti creati dai nazisti in Polonia durante l’occupazione nella seconda guerra mondiale ed è lo stesso rappresentato nel film “Schindler list”. Il ghetto fu un punto di transito per la suddivisione tra i lavoratori considerati abili e coloro invece destinati al successivo massacro nei campi di sterminio. Dei 70 000 abitanti ebrei, soltanto 15 000 furono trasferii nel ghetto, quindi rimasero coloro che potevano lavorare nelle fabbriche con le loro famiglie, tutti gli altri ricevettero ordine di abbandonare la città e dovettero distribuirsi nelle aree circostanti.

Camminando per le strade del ghetto al tramonto, con le scarpe ricoperte di neve, si vive una sensazione particolare ripensando ai gruppi di ebrei che percorrendo quelle stesse strade, trascinando i passi, rientravano dal lavoro. Toccante il racconto che descrive come i genitori che ogni giorno di ritorno dal lavoro andavano, in un edificio che oggi ospita la scuola, a prendere i loro figli, una sera del marzo del ’43 non ne trovarono più nessuno, erano stati uccisi nelle strade del ghetto insieme a molte altre persone.

La delegazione italiana ha vissuto un commovente momento di fronte all’installazione artistica nella “Piazza degli eroi del ghetto”, dove un artista ha interpretato il suo modo di vedere la storia posizionando qua e là molte sedie di diverse dimensioni, a ricordo dei bambini ebri trasferiti nel ghetto direttamente dalla loro scuole e costretti a camminare in fila indiana  ognuno con la propria seggiolina sulla testa, nella stessa piazza  venivano anche radunati gli ebrei prima della deportazione.

A seguire siamo stati ospiti di una sinagoga dove abbiamo ascoltato le testimonianze portate dalla rappresentanza delle comunità Rom e Sinti, che hanno raccontato la loro storia di deportazione.

Nella giornata del 22 il nostro viaggio ci ha portati al campo di sterminio di Birkenau. Qui persero la vita oltre un milione e centomila persone, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e zingari.

Fare lo stesso percorso dei deportati quando giungevano con i treni, dà una forte emozione, soprattutto sapere che qui non hanno sostato oltre un’ora in quanto più dell’80% delle persone che arrivava veniva immediatamente inviate alle camere a gas e soppresse appena arrivate.

Andra Bucci, sopravvissuta al campo di sterminio, ci ha accompagnato in questo viaggio dall’Italia, ha condiviso con noi la sua testimonianza. Era una bambina di 4 anni e mezzo che deportata nel ‘44 insieme ai genitori e alla sorella, è stata liberata il 27 gennaio 1945 dalle truppe russe e con sua sorella ha vagato per altri tre anni in giro per l’Europa ricongiungendosi solo nel ’48 con i suoi genitori.

Ad Auschwitz c’era un solo forno crematorio chiuso per “scarsa produttività”. Più che altro era un campo di lavoro, tanto che all’ingresso campeggia la famosa scritta “il lavoro rende liberi”. Qui abbiamo visitato il museo dove siamo riusciti a collegare quanto visto e ascoltato al mattino nel campo di Birkenau: capelli tagliati alle Persone, scarpe lasciate dalle Persone mandate nelle camere a gas, di oggetti appartenuti a Persone ebree, rom o omosessuali che fossero, comunque erano PERSONE. Ancora oggi tra questi oggetti, con le nuove tecnologie, qualcuno riesce a trovare il nome di un familiare di cui non aveva più notizie. A fine giornata abbiamo deposto una corona nel “cortile della morte”, luogo tristemente noto perché qui si svolgevano le esecuzioni.

In serata, una volta ritornati in albergo, abbiamo ascoltato la testimonianza di Andra, che con il suo racconto, ha stimolato le domande dei ragazzi, che tra l’altro hanno chiesto: “i testimoni, quelli che sapevano e che hanno permesso ciò che è accaduto come hanno potuto consentire queste atrocità e cosa possiamo fare affinché non si ripetano?”  La risposta ha portato ai ragazzi e a tutti i presenti un messaggio di fiducia e speranza con l’augurio che questa giornata possa far scaturire maggior consapevolezza e un riscontro costruttivo per il loro futuro: solo esercitando i nostri diritti e partecipando alla vita democratica del paese, possiamo contribuire con le nostre scelte a evitare che si ripeta un tale abominio nei confronti di tante Persone inermi.

Primo Galassi vice presidente AGe nazionale.




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